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Dal report dell’Istat sui conti economici nazionali per settore istituzionale emerge che nel corso del 2021 il tasso di investimenti delle società finanziarie – dopo la crisi avvenuta nel 2020 – è aumentato al 22,8% rispetto al 21,3% del 2020. Ha raggiunto, così, il livello più alto dalla crisi economica del 2008. L’incremento di tale attività produttiva ha permesso una crescita del 10,8% dei redditi di lavoro e di conseguenza ha colmato le perdite dell’anno precedente.
Il 2021 è stato un anno positivo anche per quanto riguarda gli investimenti in abitazioni delle famiglie consumatrici. Detti investimenti, infatti, hanno registrato una crescita di 17,1 miliardi di euro (+28,9%) rispetto ai due anni precedenti. Complice di tale incremento il sistema di incentivi alle ristrutturazioni.
Inoltre, da tale report si evince che - durante il 2021- all’espansione dell’attività produttiva e al ritorno delle retribuzioni ai livelli del 2019 è conseguito un aumento del 3,8% del reddito disponibile delle famiglie contributrici (+42,5 miliardi di euro). Nel 2020, invece, si era registrato un calo del 2,7% (-30,6%). Nonostante il potere d’acquisto sia cresciuto del 2,1% su base annua non ha raggiunto i livelli pre-crisi. Altresì, l’aumento dei consumi ha diminuito la propensione al risparmio che dal 15,6% del 2020 si è abbassato al 13,1%.