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Rispetto alle domande arrivate, non sembrano essere sufficienti le risorse stanziate per il bonus acqua potabile. I contribuenti che lo hanno ottenuto per le spese sostenute nel 2022, infatti, potranno usufruirne nella misura massima, che però raggiunge appena il 18%, come stabilito dal provvedimento in materia dell’Agenzia delle Entrate. Il bonus concede un credito d’imposta a persone fisiche, imprese ed enti non commerciali pari al 50% della spesa sostenuta per acquistare e in stallare sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e addizione di anidride carbonica alimentare, con il fine di migliorare la acque per il consumo umano erogate dagli acquedotti italiani. Una misura che guarda a una razionalizzazione dell’uso della risorsa idrica, riducendo anche il consumo di contenitori di plastica. Le domande giunte all’Amministrazione finanziaria dall’1 al 28 febbraio, tuttavia, hanno un valore nettamente maggiore rispetto allo stanziamento dedicato alla misura deciso con la Legge di Bilancio 2022 di 5 milioni di euro. Nel 2022 le domande hanno raggiunto 27,9 milioni di euro, riducendo così il bonus al 17,9% per chi lo ha ottenuto. Ancora più critico, poi, sembra il tetto della spesa per questo nuovo anno, con uno stanziamento totale previsto dall’ultima Legge di Bilancio ridotto a un massimo di 1,5 milioni di euro.