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Come indicato dal segretario confederale della Uil, Domenico Proietti, dal 2008 a oggi i salari dei lavoratori pubblici hanno perso 10,4 punti di indice dei prezzi al consumo, armonizzato per i Paesi Ue, oltre a un blocco della contrattazione che è durato fino al 2016. Per il rinnovamento dei contratti sarebbe necessario un finanziamento tra i 7 e gli 11 miliardi per il triennio 2022-24, che permetta di recuperare l’inflazione e restituire ai lavoratori salari adeguati. Dal 2009 poi, lo Stato ha risparmiato oltre 13 miliardi per il costo degli stipendi, per il blocco del turn over e il mancato rinnovo contrattuale, con una riduzione del personale che ha toccato le 302mila unità.