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News 24

26 luglio 2021

Ore 16:45 - Franco Bettoni a Radio 24: l’andamento infortunistico del 2020 profondamente influenzato dalla pandemia

Inail

L’andamento infortunistico, nel corso nel 2020, pesantemente condizionato dalla pandemia, il calo registrato, nello stesso anno, nelle denunce di infortunio sul lavoro all’Inail, ma anche i principali rischi in cui possono incorrere gli autotrasportatori e le iniziative che l’Istituto intende adottare per prevenire il rischio di infortuni stradali. Sono questi alcuni dei temi affrontati dal presidente dell’Inail, Franco Bettoni, durante l’intervista rilasciata, sabato 24 luglio, ai microfoni della trasmissione Container in onda su Radio 24. “Il 2020 – ha dichiarato Bettoni – sarà purtroppo ricordato come l’anno della pandemia e l’andamento infortunistico ne è stato profondamente influenzato. La pandemia, infatti, da un lato, ha comportato la riduzione dell’esposizione al rischio per gli eventi ‘tradizionali’ e ‘in itinere’, a causa del lockdown, del rallentamento delle attività produttive, delle limitazioni alla circolazione stradale, del massiccio ricorso allo smart working, dall’altro ha generato la categoria di infortuni per il contagio da Covid-19”.

Bettoni: Gli infortuni sul lavoro denunciati all’Inail, nel 2020, in calo dell’11,4 per cento. Durante l’intervista al conduttore di Container, Massimo De Donato, il presidente dell’Istituto è tornato sui dati diffusi nella Relazione annuale 2020 presentata dall’Inail nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio il 19 luglio scorso: “I dati diffusi in occasione della Relazione - ha spiegato Bettoni - confermano, dunque, nel 2020 un calo delle denunce di infortunio dell’11,4 per cento e un aumento di quasi il 28 per cento di quelle con esito mortale rispetto al 2019”. “Ritengo interessante evidenziare - ha aggiunto Bettoni - che, se gli infortuni in occasione di lavoro sono diminuiti del 6,2 per cento, quelli in itinere sono calati del 38,2 per cento”. Nell’affrontare il tema della sicurezza stradale inoltre Bettoni ha sottolineato che seppure, nel 2020, rispetto agli anni precedenti si sia registrato un minor numero di incidenti stradali, questa tipologia di eventi è però ancora molto frequente e vede spesso coinvolti mezzi di trasporto, alcuni di questi eventi, purtroppo, provocano più vittime nello stesso incidente configurandosi come “incidenti plurimi”.

Il settore del trasporto e magazzinaggio rimane uno dei più rischiosi. Il presidente dell’Inail ha indicato poi alcuni dati per il settore del trasporto e del magazzinaggio. “In questo settore gli infortuni - ha precisato Bettoni - sono calati del 24 per cento rispetto al 2019. Ma nonostante questa diminuzione il settore trasporti e magazzinaggio rimane uno dei più rischiosi, nel 2020, si sono registrate oltre 25 mila denunce in occasione di lavoro (quindi esclusi gli itinere). Se andiamo invece ad analizzare i primi cinque mesi del 2021 le denunce di infortunio del settore sono in aumento rispetto ai primi cinque mesi del 2020 (+41,3 per cento), mentre le denunce con esito mortale sono in calo del 20,5 per cento. Infine, parlando degli infortuni per contagio da Covid-19, il settore trasporti e magazzinaggio è presente con il 3,4 per cento (circa 4.300 casi) di tutti i contagi professionali segnalati all’Inail dall’inizio della pandemia alla data del 30 giugno 2021 (circa 177mila casi). I decessi da Covid-19 rappresentano, invece, circa il 13 per cento di tutti i decessi registrati (682).”

Tra i principali rischi degli autotrasportatori anche l’esposizione alle vibrazioni e al rumore. Rispondendo ad una domanda specifica del conduttore della trasmissione, a proposito di alcuni eventi drammatici che nelle ultime settimane hanno visto come protagonisti degli autotrasportatori, il presidente dell’Inail ha ricordato che tutti gli incidenti che accadono ad autotrasportatori sono da considerare infortuni sul lavoro, rientrando nella casistica di quelli avvenuti in occasione di lavoro con mezzo di trasporto coinvolto. “La tutela della salute e sicurezza dell’autotrasporto è un tema delicato e complesso - ha aggiunto Bettoni - in quanto si tratta di un settore caratterizzato da un’elevata incidentalità e riguarda una categoria particolare di lavoratori che spesso sottovaluta i rischi specifici a cui è esposta, e non riceve una formazione adeguata per gestirli ed evitare incidenti”. Bettoni ha quindi affrontato la problematica dei principali rischi in cui possono incorrere gli autotrasportatori che, oltre a quelli strettamente legati alla circolazione stradale, possono essere individuati: nell’esposizione alle vibrazioni e al rumore, nella postura ‘seduta’ per lungo tempo, nella movimentazione manuale di carichi e sostanze pericolose, nell’inalazione di vapori e fumi, nello stile di vita non sano. A questi vanno aggiunti, ha rivelato Bettoni: “La stanchezza, la riduzione delle capacità di attenzione con l’invecchiamento, la ripetitività e monotonia del lavoro”.

Campagna informativa sulla sicurezza stradale e percorsi formativi non obbligatori. L’intervista rilasciata da Franco Bettoni a Radio 24 ha fornito l’occasione per parlare anche di prevenzione, formazione e del Protocollo di durata triennale siglato dall’Inail con il Ministero delle Infrastrutture, il 31 luglio dello scorso anno, per la sicurezza nel settore dell’autotrasporto e la realizzazione di iniziative comuni, insieme all’Albo nazionale degli autotrasportatori, per la formazione degli operatori del settore: “Sono previsti due importanti progetti - ha rivelato Bettoni - la realizzazione, entro il 2021, di una campagna nazionale di informazione, realizzata congiuntamente da Inail e Ministero finalizzata alla promozione della cultura della sicurezza stradale, per la prevenzione degli incidenti stradali, anche con riferimento al contesto dell’emergenza sanitaria. In tale ambito sarà anche resa disponibile un’approfondita analisi statistica dei dati sugli infortuni su strada”. “Oltre alla campagna - ha precisato Bettoni - sono programmati per il 2022 dei ‘Percorsi formativi non obbligatori’, dunque percorsi di formazione in ambito di salute e sicurezza sul lavoro a carattere appunto non obbligatorio volti a favorire un’azione di prevenzione per la riduzione degli infortuni sul lavoro connessi alla professione dell’autotrasporto merci”.

Il trasporto terrestre fra le categorie prioritarie per le vaccinazioni in azienda. Infine Bettoni si è soffermato sulla scelta da parte dell’Inail di inserire il trasporto terrestre fra le categorie a cui dare precedenza nelle vaccinazioni in azienda: “La scelta di inserire la categoria nella classe di priorità 1 - ha spiegato il presidente - è basata su una specifica analisi del settore. In particolare, sono stati esaminati quattro ambiti di valutazione: la classificazione del rischio secondo i parametri di esposizione, prossimità e aggregazione indicati nel Documento tecnico dell’Inail approvato dal Comitato tecnico scientifico il 9 aprile 2020 e utilizzato per la valutazione del rischio negli ambienti di lavoro; i dati del monitoraggio delle denunce di infortunio da Covid-19 aggiornate periodicamente dall’Inail; i dati del monitoraggio epidemiologico, con particolare riferimento all’analisi dei focolai nei contesti produttivi rilevati territorialmente dalle Regioni; le evidenze scientifiche disponibili in tema di rischio di contagio nei contesti lavorativi”.
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