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Emissioni e clima sempre più al centro del dibattito commerciale internazionale, e in particolare dell’Europa. Con l’accordo raggiunto tra Parlamento e Consiglio europeo, infatti, seppur provvisorio e condizionale, si pone per la prima volta al mondo un dazio sull’ambiente. Con la nuova carbon tax saranno infatti colpite, alle frontiere, tutte le produzioni estere realizzate senza rispettare i vincoli ambientali imposti dall’Unione, ormai sempre più stringenti. Il nuovo dazio inizierà, in fase sperimentale, il prossimo ottobre ma la disposizione dell’intesa, per diventare definitiva dovrà essere approvata dagli ambasciatori degli Stati membri Ue e dal Parlamento, per poi essere adottata dalle istituzioni. L’obiettivo è quello di difendere la competitività delle imprese europee, tenute al versamento dei diritti di emissione CO2 per portare l’Ue a centrare l’obiettivo, previsto per il 2030, del taglio del 55% delle emissioni di gas serra. Un intervento che però mira, allo stesso tempo, anche a contrastare la delocalizzazione delle aziende europee in quei Paesi esteri con standard ambientali nettamente più bassi.