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Dal primo Rapporto annuale dell’ufficio del procuratore europeo, che coordina le indagini sulle truffe comunitarie, emerge un primato italiano in termini di cifre assolute. Il rapporto si concentra su frodi che riguardano oltre i 10.000 euro e quelle transfrontaliere sul fronte Iva per danni stimati oltre i 10 milioni di euro, prendendo in esame tutte le frodi a partire dal novembre 2017. Nel corso del 2022 sono state aperte 865 indagini per danni all’erario Ue, stimati a 9,9 miliardi. Il tutto, a fronte di 3318 denunce di cui 1258 dalle autorità nazionali. Complessivamente, l’Italia detiene il primato con 285 indagini in corso, di cui 265 avviate nel 2022 e 66 per frodi legate all’Iva, per danni stimati pari a 3,2 miliardi di euro.