14 novembre 2022
14 novembre 2022

Ore 18:05 – Pensioni, uscita anticipata e incentivi per chi rimane al lavoro

Dopo il quarto decreto Aiuti gli sforzi del Governo si concentrano ora sulla manovra 2023, con una rinnovata attenzione al tema delle pensioni. In questo senso le misure puntano, da un lato, a creare finestre per l’uscita anticipata, a 62 o 63 anni con un congruo numero minimo di anni di contributi, ma anche incentivi per chi decide di restare, con un aumento in busta paga che potrebbe arrivare fino al 10%. A premere su una decisione sulle pensioni, anche le tempistiche: se il Governo non dovesse infatti trovare un accordo entro la fine dell’anno, con la scadenza di quota 102, Ape sociale e Opzione donna tornerebbe in vigore il regime previsto dalla legge Fornero, cui la maggioranza si è sempre opposta. Il Tesoro starebbe così lavorando a una misura che permetta a un lavoratore che abbia maturato i requisiti, di poter rimanere al lavoro. Il datore di lavoro smetterebbe in questo caso di versare contributi e una parte di questa cifra entrerebbe direttamente in busta paga. Per il resto della platea l’obiettivo sarebbe quello, ormai da tempo discusso, di arrivare a Quota 41, ovvero la possibilità di uscire dal mercato del lavoro con 41 anni di contributi. Resta tuttavia ancora indecisione sul vincolare o meno questo requisito anche a un determinata età del lavoratore. Sul tavolo anche la possibilità, per un anno, di sperimentare il peso reale della misura, che senza un limite minimo di età coinvolgerebbe fino a 5 miliardi all’anno.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
Iscriviti alla newsletter
Fiscal Focus Today

Rimani aggiornato!

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.

Per favore, inserisci un indirizzo email valido
Per proseguire è necessario accettare la privacy policy