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La variabile demografica torna al centro del dibattito: con il rapporto curato da Confprofessioni, la confederazione delle sigle sindacali delle professioni organizzate in ordini, è stato infatti ricostruito lo stato di salute del panorama dei lavoratori autonomi, sul quale influisce anche la denatalità. I dati, dai quali emerge come il fenomeno stia condizionando anche la crescita delle professioni, sono frutto del confronto e dell’elaborazione delle informazioni di diverse fonti, dalle banche dati Istat, alle comunicazioni uniche sulle assunzioni, fino anche ai dati reddituali delle Casse e le statistiche del ministero dell’Economia. La decrescita demografica è un fenomeno ormai comune a tutti i Paesi, ma, spesso mitigato dalle migrazioni, vede l’Italia tra le realtà a risentirne maggiormente, con un calo costante dal 2014. Il saldo del 2021 tra la popolazione compresa tra i 15 e i 34 anni registra infatti un saldo negativo di circa sei milioni di persone, rispetto a coloro che hanno tra i 45 e i 64 anni. Questo comporta, per il mercato del lavoro, un’insufficienza di numeri per consentire il ricambio generazionale. Una variabile che si riflette sui professionisti, con una contrazione dei giovani che si affacciano al mondo del lavoro autonomo in forte contrazione.