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Con la sentenza n. 15889/2022, le Sezioni Unite civili della Corte di Cassazione hanno affermato che nel caso di impresa riconducibile a uno solo dei coniugi costituita dopo il matrimonio e ricadente nella c.d. comunione “de residuo”, al momento dello scioglimento della comunione legale, all’altro coniuge spetta un diritto di credito pari al 50 per cento del valore dell’azienda, quale complesso organizzato, determinato al momento della cessazione del regime patrimoniale legale, e al netto delle eventuali passività esistenti alla medesima data.
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