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News 24

23 luglio 2021

Ore 8:30 - Pensioni decorrenti nel 2020 e nei primi sei mesi del 2021: i dati

Inps

È stato pubblicato l’Osservatorio di monitoraggio dei flussi di pensionamento con i dati delle pensioni decorrenti nel 2020 e nei primi sei mesi del 2021.

Il monitoraggio riguarda i trattamenti liquidati, fino al 2 luglio 2021, dalle seguenti gestioni:

Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti;
coltivatori diretti, mezzadri e coloni;
artigiani e commercianti;
Gestione Dipendenti Pubblici;
parasubordinati;
assegni sociali.
I dati subiranno delle variazioni a seguito della futura liquidazione di tutti i trattamenti con decorrenza anteriore al 30 giugno 2021, dovuta allo smaltimento delle domande ancora in giacenza.

Per il 2021 sia i requisiti di età per la vecchiaia, sia quelli di anzianità contributiva per la pensione anticipata, sono rimasti immutati rispetto al 2020.

In particolare, l’età di accesso alla pensione di vecchiaia è di 67 anni, per entrambi i sessi e i settori lavorativi dipendenti privati e autonomi.

L'anzianità contributiva per quella anticipata è di 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini, indipendentemente dall'età. Si fa presente che esistono tuttavia ulteriori possibilità di uscita anticipata dal lavoro, Quota 100, l'Opzione donna (prorogata dalla legge a tutte le lavoratrici che abbiano maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2020) e i canali di uscita più favorevoli per i lavoratori precoci e per gli addetti a mansioni gravose e a lavori usuranti.

Con riferimento al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, nel secondo trimestre del 2021 si registra un numero di liquidazioni di pensioni di vecchiaia e anticipate in linea con il corrispondente valore del 2020, anche se la numerosità è leggermente inferiore. Questa lieve differenza si suppone verrà colmata con lo smaltimento delle giacenze di pertinenza del secondo trimestre nei mesi successivi.

Situazione simile si osserva nelle principali gestioni dei lavoratori autonomi e nella Gestione Dipendenti Pubblici, con differenze più accentuate che arrivano per il settore pubblico quasi al 30% in meno di pensioni liquidate nel primo semestre rispetto all'analogo semestre dell'anno precedente. Tali differenze non si riscontrano per gli assegni sociali.

Dall'analisi degli indicatori statistici si osserva infine che:

il rapporto tra le pensioni di invalidità e quelle di vecchiaia nel primo semestre 2021 è perfettamente in linea con quello del 2020 e pari al 22%; in particolare, tutte le gestioni presentano una lieve diminuzione eccetto quella dei parasubordinati che resta uguale all'anno precedente e quella dei dipendenti pubblici per cui tale rapporto aumenta di quattro punti percentuali;
le pensioni anticipate rispetto a quelle di vecchiaia, che nel 2020 arrivavano al 46% in più per il totale delle gestioni, perdono cinque punti percentuali nel primo semestre 2021 attestandosi al 41% in più rispetto a quelle di vecchiaia. Si fa presente che nell'indicatore si considerano le pensioni di vecchiaia al netto delle pensioni/assegni sociali considerati invece nella somma delle pensioni di vecchiaia di tutte le gestioni;
la percentuale delle pensioni femminili su quelle maschili presenta nel primo semestre 2021 un valore del tutto simile a quello del 2021 attestandosi allo 123% (122% nel 2020), con un lieve aumento delle femmine nelle pensioni liquidate nel primo semestre in tutte le gestioni private e una forte diminuzione delle stesse nella Gestione Dipendenti Pubblici, in cui l'indicatore diminuisce di 31 punti percentuali;
a livello territoriale il peso percentuale delle pensioni liquidate a residenti nel Nord Italia resta il medesimo (49% sia nel 2020 sia nel primo semestre 2021).
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