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Una pubblicazione diffusa dalla Banca d’Italia per la prima volta analizza, con metodi scientifici e approccio a lungo termine, le relazioni tra le temperature nelle singole regioni e l’economia del Paese dal 1871 ad oggi. Le temperature medie in Italia, infatti, sono aumentate di circa 2° dall’inizio del secolo scorso, con una scarsa omogeneità dei trend di crescita a livello territoriale. L’ulteriore aumento delle temperature, stimato di 1,5 gradi, costerà però all’Italia una perdita equivalente a due o tre Piani nazionali di ripresa e resilienza, nel corso nel XXI secolo. Gli effetti saranno particolarmente evidenti nei prezzi delle materie prime nel settore agricolo, oltre che nelle perdine per manifattura e servizi. La crescita economica arriverà a essere ridotta, a causa proprio di caldo e gas serra, fino a ottenere nel 2100 un livello di Pil pro capite inferiore tra il 2,8 e il 9,5%.