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A ribadire il rischio, sempre più concreto e vicino, di una recessione in Italia è stato anche l’Ufficio parlamentare di bilancio. Nella nota congiunturale diffusa ieri, infatti, si stima una battuta d'arresto del Pil italiano che, dopo il rimbalzo del secondo trimestre, si sarebbe ridotto dello 0,2%. E servirebbero appunto due mesi in negativo per entrare in recessione tecnica. Il 2022 dovrebbe comunque chiudersi con una crescita del 3,3%, grazie all’andamento positivo della prima parte dell’anno, ma Il 2023 vedrà il Pil subire una decisa flessione, fermandosi a un +0,3%.
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