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Tra le riforme in programma al Governo figura anche quella che interessa il diritto fallimentare, una tra le branche più articolare del sistema giudiziario italiano e che da anni è in costante evoluzione, con l’ultima modifica in vigore dall’autunno del 2022. Si tratta infatti di un segmento rilevante del sistema del nostro Paese, come emerge dal dato riportato nel luglio scorso dal Csm, proprio in vista dell’ultima riforma. I fallimenti pendenti in Italia nel 208 registravano un debito erariale passivo di 105 miliardi. Lo stesso Pnrr poi ha stimato che la riduzione dei tempi di definizione dei fallimenti da nove a cinque anni, potrebbe portare a un incremento della produttività italiana di 1,6 punti percentuali, valendo così una somma ingente per le finanze dello Stato.