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Alla fine dello scorso anno, come ha reso noto l’agenzia di rating Scope, in base ai dati della Fondazione per la finanza locale e del Ministro dell’Economia, gli enti locali italiani avevano presentato circa 70mila progetti per il Pnrr. Mentre i fondi allocati per gli investimenti del Piano arrivano però a 40 miliardi, questi ne valgono solo 29,5. Questo ritardo nella fase degli investimenti non sembrerebbe un problema però per Bruxelles: il Pnrr entra solo ora nella fase di realizzazione dei progetti, non mettendo dunque a rischio concreto l’erogazione dell’ultima rata da 19 miliardi di euro. Da parte dell’esecutivo, intanto, rimane la volontà di riscrivere buona parte del Piano, punto sul quale la Commissione europea richiede concretezza per far comunque avanzare il programma. L’urgenza rimane poi quella di una struttura amministrativa più efficiente, che sappia confrontarsi con Bruxelles e mantenere in Italia ritmi operativi più sostenuti di quelli attuali.