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La Russia reagisce all’apertura al price cap in Europa, minacciando tagli non solo alle forniture di gas, ma anche a quelle di petrolio. Un avviso che arriva direttamente da Gazprom, che avverte gli Stati membri della difficoltà di superare l’inverno con le sole scorte accumulate. Alcuni, come il premier tedesco, suggeriscono cautela nel rinunciare al metano da Mosca, mentre a Bruxelles si aspetta la riunione dei ministri in programma per il 9 settembre per discutere le misure sul tavolo: riforma del mercato dell’elettricità, risparmi sui consumi e tassa sugli extraprofitti, oltre al tetto sul gas che rimane comunque, ancora, solo un’ipotesi.