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La Corte di Giustizia UE, con la sentenza C-65/25 dell’11 giugno 2026, ha stabilito che la direttiva 2021/2167 sui crediti deteriorati (NPL) non può essere applicata alle cessioni concluse prima del termine di recepimento fissato al 29 dicembre 2023. La controversia riguardava una serie di cessioni in blocco di crediti utilizzate nell’ambito di una procedura esecutiva immobiliare. Secondo la Corte, gli obblighi organizzativi, informativi e di vigilanza introdotti dalla direttiva non possono essere invocati per contestare operazioni perfezionate in precedenza. Anche la direttiva antiriciclaggio 2015/849 non risulta applicabile, poiché non disciplina direttamente l’acquisto e la gestione di crediti deteriorati. I giudici hanno inoltre escluso che i principi europei di trasparenza e buona fede possano essere utilizzati in assenza di una concreta attuazione del diritto UE. La decisione tutela quindi la validità delle cessioni concluse prima dell’entrata in vigore della nuova disciplina europea.