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I progetti e i ritardi sul programma del Pnrr rimangono al centro del dibattito politico italiano di questi giorni. Per il ministro Fitto, alla guida del Piano, fondamentale è uno sguardo realista sui progetti realizzabili e non entro il termine del 2026, difendendosi anche dalle accuse di aver rallentato ulteriormente i lavori con la riforma della governance del Pnrr. La priorità rimane comunque quella di non perdere i fondi comunitari: una soluzione potrebbe essere quella di spostare gli investimenti in ritardo su altri percorsi, che non sono in scadenza al 2026. Organizzare e rivedere i progetti, insomma, con più flessibilità in un sistema di interconnessione e comunicazione tra i diversi investimenti.