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Con il governo Draghi era stata introdotto il “contributo solidaristico straordinario”, a carico di una platea di 11mila aziende del comparto energetico, una tassa sugli extragettiti cioè per coprire gli aiuti per famiglie e imprese. Il gettito calcolato dall’ex esecutivo era pari a 10,5 miliardi, ma l’acconto di giugno aveva portato nelle casse dello Stato meno di un miliardo, sui 4,2 preventivati. Molte imprese non avrebbero così versato l’acconto e presentato ricorso, valutando un danno in quanto la tassa non sarebbe calcolata sugli extra utili, ma sull’extra Iva fatturata. La legge può essere tuttavia impugnata esclusivamente da un tribunale per portarla poi in Consulta, mentre le imprese hanno impugnato il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, che non ha contenuto discrezionale, ma si limita ad applicare la legge, generando così un “difetto di giurisdizione assoluto”. Il Tar del Lazio ha dichiarato dunque inammissibili i ricorsi delle aziende, circa una ventina, che ora dovranno così saldare la tassa entro il 30 novembre, come previsto dalla legge, e non oltre il1 5 dicembre se vogliono evitare la super sanzione del 60% del dovuto, introdotta sempre dal governo Draghi con il decreto Aiuti-bis. Nel frattempo, il nuovo esecutivo sta valutando una riforma della legge, tarando la tassa sugli utili, in linea con il regolamento Ue.