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''Anche l'Unione europea ha bisogno di rappresentanti lungimiranti e qualificati, per compiere le scelte difficili che sono necessarie per risanare la sua economia e porre basi solide per il suo sviluppo''. E' quanto ha affermato questa mattina il Papa nel consueto discorso d'inizio anno indirizzato al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede.
''Da soli alcuni Paesi - ha aggiunto Benedetto XVI - andranno forse più veloci ma, insieme, tutti andranno certamente più lontano!''.
''Se preoccupa l'indice differenziale tra i tassi finanziari - ha proseguito il Pontefice - dovrebbero destare sgomento le crescenti differenze fra pochi, sempre più ricchi, e molti, irrimediabilmente più poveri. Si tratta, insomma, di non rassegnarsi allo 'spread del benessere sociale' mentre si combatte quello della finanza''.
L'odierna crisi economica nasce da un eccesso di attenzione data al profitto a scapito del lavoro, ha affermato il Papa. ''Vale la pena di sottolineare come l'educazione sia un'altra via privilegiata per la costruzione della pace''.
''Ce lo insegna, fra l'altro, l'odierna crisi economica e finanziaria. Essa si è sviluppata perché troppo spesso è stato assolutizzato il profitto, a scapito del lavoro, e ci si è avventurati senza freni sulle strade dell'economia finanziaria, piuttosto che di quella reale''.
''Occorre dunque - ha affermato ancora il Papa - recuperare il senso del lavoro e di un profitto ad esso proporzionato. A tal fine, giova educare a resistere alle tentazioni degli interessi particolari e, a breve termine, per orientarsi piuttosto in direzione del bene comune''.
''Inoltre - ha sottolineato il Papa - è urgente formare i leaders, che, in futuro, guideranno le istituzioni pubbliche nazionali e internazionali''.
Il Papa ha poi rivolto un pensiero particolare all'Italia auspicando che sia animata da uno spirito di tenacia e impegno. ''Penso anche a coloro - ha detto Benedetto XVI - che hanno subito il forte terremoto, che ha devastato alcune Regioni dell'Italia settentrionale''.
''Come sapete - ha aggiunto - ho voluto recarmi personalmente in questi luoghi, dove ho potuto constatare l'ardente desiderio con cui s'intende ricostruire ciò che è andato distrutto''.
''Auspico che - ha affermato Ratzinger - in questo momento della sua storia, tale spirito di tenacia e di impegno condiviso animi tutta la diletta nazione italiana''.