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La Cgil scendera' in piazza sabato prossimo con Cisl e Uil, pronta a dar battaglia sulla questione degli 'esodati', fino allo sciopero. "Ho sempre detto che si dovesse continuare la mobilitazione in assenza di risposte" afferma il segretario generale Susanna Camusso.
Una mobilitazione che puo' arrivare allo sciopero? "Certo, per quel che mi riguarda - risponde - ma non c'e' solo lo sciopero", aggiunge". "Non si puo' insistere nel raccontare che gli esodati siano 65mila: serve una norma generale che dia certezza a tutti i lavoratori che si trovano in quella condizione" afferma in merito agli 'esodati'.
"Il governo ci convochi immediatamente. Deve chiarire una volta per tutte". E' lapidario Raffaele Bonanni, leader della Cisl, dopo le cifre trapelate ieri sugli esodati da parte dell'Inps. "Noi l'avevamo detto fin dall'inizio della vicenda che i lavoratori interessati erano tantissimi, comunque molti di piu' di quelli conteggiati dal ministro Fornero che, tra l'altro, alcuni giorni fa ha ammesso di aver sbagliato la cifra" continua Bonanni.
"Serve un chiarimento immediato e diretto con Monti - ribadisce il numero uno di via Po - sabato prossimo saremo in piazza a Roma anche per questo". Quanto alla riforma sul mercato del lavoro Bonanni si mostra ottimista e ritiene che andra' in porto.
"Seppur ridotti i tempi ci sarebbero. Se il Pdl fa una forzatura buttando li' in modo improbabile e strumentale il tema del presidenzialismo, immaginando che si possa cambiare la forma di governo con un emendamento, magari approvato con due voti di scarto, e' per far saltare il tavolo". Lo dichiara il capogruppo del Pd alla Camera, Dario Franceschini, che parla delle riforme e sottolinea che nella testa del Pdl "c'e' l'elezione diretta del capo dello Stato con i poteri attuali".
Sulla legge elettorale il Pd non ha cambiato idea. "Non accetteremo mai che il rallentamento del percorso delle modifiche costituzionali diventi il pretesto per non cambiare il Porcellum. Non e' possibile tornare a votare con le liste bloccate: la riforma elettorale va fatta a tutti i costi. Verificheremo in aula, alla luce del sole, chi davvero vuole andare avanti e chi al contrario fa melina o si mette di traverso".
Al Pdl servono "primarie vere" alle quali, comunque, Franco Frattini non si presentera' perche', spiega, "voglio rafforzare la squadra di cui mi sento parte che e' guidata da Alfano". La consultazione interna per la designazione del candidato premier, avverte l'ex ministro degli Esteri, "non puo' essere il luogo dove i capicorrente si confrontano e si contano, non e' il terreno dove conquistare rendite di posizione. Al contrario, devono far coagulare una leadership e una squadra, perche' e' chiaro che dopo Berlusconi la leadership del Pdl dovra' essere collegiale".
"Non c'e' dubbio che Alfano sara' il mio candidato - aggiunge Frattini spazzando il campo da una sua ventilata discesa in campo - per almeno tre motivi: l'idea del partito degli onesti, la proposta della Costituente popolare, il sostegno responsabile a Monti che sarebbero i miei stessi punti di programma se pensassi di candidarmi, sono gli stessi che sostiene il segretario".
Alfonso Papa lancia la sua 'crociata' contro la carcerazione preventiva. Il deputato Pdl, imputato e scarcerato perche' per la Cassazione non c'erano i presupposti per l'arresto ne' quelli per il reato di associazione per delinquere riguardo alla cosiddetta 'P4', ha preparato una proposta di legge che ha gia' raccolto 300 firme (in Pdl, Popolo e territorio e Fli) e oggi in Aula ne raccogliera' altre (''ho invitato Udc, radicali e Lega ad appoggiarla'').
La proposta, spiega Papa', ''limita la carcerazione preventiva a delitti di sangue, reati di maggior allarme sociale, mafia e terrorismo. Fissa la durata massima a 6 mesi, mentre oggi arriva anche a 6 anni''. E inoltre ''prevede che questi detenuti siano separati da quelli che stanno espiando la pena''.