25 ottobre 2011
25 ottobre 2011

Pressione fiscale sul commercio

12:30 - Da dieci anni la pressione tributaria sulle attività commerciali supera la media europea.

Da 10 anni la pressione fiscale in Italia e' sempre sopra la media europea. I consumi sono in caduta libera e il Pil cresce a 'passo di lumaca'. E' la fotografia della crisi, scattata da Confcommercio, che questa mattina riunisce a Milano i suoi stati generali. Dal 2000 ad oggi Francia e Germania sono cresciute a un tasso superiore di oltre 4 volte quello dell'Italia. La variazione del Pil in termini reali per il 2000-2011 in Francia e' stata +13,8%, in Germania +12,7%, e in Italia solo +3,2%. A questa crescita lenta del Pil, come mostrano i 'numeri' forniti da Confcommercio si aggiunge che il reddito procapite delle famiglie negli ultimi 10 anni e' diminuito del 3,6% e i risparmi sono dimezzati rispetto a 5 anni fa. Non va meglio per i consumi: -3,5% la spesa procapite delle famiglie tra il 2007 e il 2010. In questa crisi economica i danni per le imprese commerciali sono evidenti, dal 2008 ad oggi hanno chiuso oltre 180 negozi al giorno. A rendere piu' difficile la situazione, secondo la Confcommercio, ci sono gli adempimenti amministrativi e le lungaggini burocratiche che costano alle imprese dei servizi oltre 8 miliardi l'anno. Nonostante tutto questo il credito per le imprese viene dato col "contagocce".
Negli ultimi due anni, oltre un quarto delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi ha avuto meno credito di quanto richiesto. E a quanto pare non e' abbastanza quanto si fa per limitare il mercato dei falsi: il giro d'affari di abusivismo e contraffazione arriva fino a 7 miliardi. Per fare fronte alla criminalita' le imprese del commercio e dei pubblici esercizi investono tuttavia parecchie risorse, spendendo oltre 5 miliardi. Un 'numero' della crisi fornita da Confcommercio riguardo le infrastrutture e i trasporti rende l'idea del ritardo dei lavori nel nostro Paese. "L'intera rete metropolitana italiana e' inferiore a quella della sola Madrid.
E la Francia, con la meta' dei nostri chilometri di coste, ha 50mila posti barche in piu'. Il costo complessivo dell'inefficienza logistica del Paese e' pari a circa 40 miliardi". Il ritardo riguarda anche la tecnologia, il digital divide. Sono ancora molte, circa un terzo le microimprese che in Italia non possiedono un pc e solo il 57% ha l'accesso alla banda larga. A pesare sulle Pmi c'e' anche il costo dell'energia. Come sottolinea Confcommercio la bolletta elettrica e' superiore di quasi il 30% alla media europea, e il doppio di quella di un'impresa francese. Poco si fa per valorizzare la risorsa turismo, che anzi appare in frenata. Dal 2000 al 2010 il contributo al Pil del turismo italiano e' sceso dall'11% a poco piu' dell'8%. In tutto questo il Mezzogiorno del Paese fa fatica a recuperare il ritardo accumulato. Secondo i dati della Confcommercio la crescita lenta e lo spopolamento allontanano sempre piu' il Sud dal resto del Paese.

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