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La riforma del mercato del lavoro si inserisce in quei ''passi vitali e necessari verso un'Italia più moderna'' che sta compiendo il governo. Lo ha affermato il presidente del Consiglio Mario Monti, oggi a Napoli per la presentazione del 'Grande progetto Pompei'.
''Le imprese sono insoddisfatte - ha aggiunto - perché avrebbero voluto la sparizione complessiva della parola reintegro: credo che con il tempo e con giudizio più meditato capiranno che la permanenza di questa parola è riferita a fattispecie molto estreme e improbabili''.
''Mi piace, non mi imbarazza, sottolineare - ha affermato ancora Monti - che nel governo esistono su questi temi diverse sensibilità culturali'' che nell'elaborazione della riforma hanno rappresentato un ''bell'esempio di lavoro di squadra''. Il premier ha quindi ribadito che è ''molto importante rendere più dinamico il mercato del lavoro sul piano dell'efficienza così come sul piano dell'equità eliminare o ridurre la perversa forma di dualismo con una protezione elevata di coloro che hanno un lavoro, per certi aspetti più elevata che in altri Paesi, e di una grande mancanza di protezione e di tutela, certamente più grande che in altri Paesi, per coloro che non hanno lavoro e lo cercano e per coloro che hanno un lavoro precario e lo vorrebbero meno precario''.
Il presidente del Consiglio è quindi tornato a sottolineare che ci si trova in presenza di ''un mondo che è enormemente più complicato di quello del 1970 quando la storica tappa dello Statuto dei lavoratori si è realizzata'', nel quale occorre ''consentire alle imprese di gestire in modo più prevedibile e meno appesantito le necessarie modifiche delle proprie strategie e della distribuzione degli impianti produttivi sul territorio, mantenendo le tutele individuali sulle persone, non legandole al singolo posto di lavoro ma alla persona, con passi importanti verso un sistema universalistico di protezione sociale''.
Oggi il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha firmato l'autorizzazione per la presentazione alle Camere del ddl di riforma del mercato del lavoro che ieri Monti e il ministro del Lavoro Elsa Fornero avevano sottoposto alla sua attenzione.
Il presidente dell'undicesima commissione del Senato, Pasquale Giuliano (Pdl) annuncia uno sprint sul ddl. "Siamo pronti - dice all'Adnkronos - a lavorare sette giorni su sette per favorire, nel doveroso rispetto del confronto e con le audizioni di tutti i soggetti interessati, l'approvazione della riforma del mercato del lavoro da parte del Senato prima dell'estate".
Il presidente designato di Confindustria, Giorgio Squinzi preferisce non parlare di riforma del lavoro, ma sottolinea: ''Deve sempre prevalere la linea del dialogo''. ''Il vero problema del Paese - aggiunge - è la disoccupazione dei giovani''.
Sul fronte dei sindacati, la Cgil resta cauta sulla riforma. Sarà la segreteria della confederazione, convocata oggi dal leader Susanna Camusso, ad esprimere una prima valutazione dell'articolato del ddl.
Soddisfatto il leader della Cisl Raffaele Bonanni per il quale è stata raggiunta ''una soluzione ragionevole della quale nessuno può lamentarsi, ora però - sottolinea - bisogna occuparsi di quello che darà lavoro, perché la riforma non dà lavoro''.
Duro invece il commento duro di Giorgio Cremaschi della Fiom: ''Ci può essere un licenziamento ingiusto e il lavoratore resta fuori lo stesso, magari con l'indennizzo, ma fuori. Ci saranno licenziamenti ingiusti in cui non si procederà con la reintegra''.