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Luigi Martinelli, il piccolo imprenditore che giovedì si è barricato in una sede dell'Agenzia delle entrate con degli ostaggi a Romano di Lombardia (Bergamo), aveva un debito col fisco non superiore ai mille euro. E' quanto emerge dai primi accertamenti all'indomani della vicenda che si è conclusa senza spargimento di sangue anche grazie all'opera di un brigadiere dei carabinieri. L'accusa nei confronti dell'uomo è di sequestro di persona, ha confermato il procuratore di Bergamo Meroni, sottolineando anche che il premier Monti "aveva dato la sua disponibilità a parlare con l'ostaggio".
Dopo sette ore di paura, il dipendente di vecchia data, Carmine Mormandi, è stato rilasciato intorno alle 21 di giovedì sera, spontaneamente dal sequestratore, che si è consegnato ai carabinieri. Da parte sua, che era armato, non c'è stata nessuna violenza nei confronti di Mormandi che è comunque apparso visibilmente sotto choc.
Il sequestratore è stato arrestato. Secondo la ricostruzione di un altro dipendente, l'uomo era entrato negli uffici dell'Agenzia delle entrate, che il giovedì pomeriggio è aperta al pubblico, dopo le 15. In quel momento erano presenti una quindicina di impiegati: sono stati fatti uscire tutti tranne uno, che ha trattenuto come ostaggio. Sul posto poi sono intervenuti i carabinieri di Treviglio che hanno avviato le trattative con il sequestratore. Stando al testimone, gli avrebbero proposto di liberare l'impiegato in cambio di un carabiniere ma l'uomo non ne ha voluto sapere: "Voglio tenere questo", sembra abbia detto. Poi la resa, dopo le trattative con i militari, avvenuta in serata.