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Gli ispettori del lavoro devono mirare ad un'attività di vigilanza caratterizzata da un accesso breve. Il che significa che la priorità va data ai casi di lavoro nero. Quanto alle altre questioni che riguardano «la situazione complessiva del l'azienda verificata», vanno in secondo piano. È un vero e proprio ordine di scuderia quello contenuto in una comunicazione del ministero del Lavoro indirizzata alle Direzioni regionali e provinciali. La lettera si discosta dalle linee guida per la programmazione dell'attività di vigilanza per il 2011, che sono state sintetizzate in una comunicazione del ministero del 10 marzo. Il contesto generale è quello delineato dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi: nel 2011 sarà realizzato un «piano straordinario» di verifiche. Verranno messi in campo almeno 80mila controlli, ripartiti in maniera proporzionale tra le direzioni territoriali, tutti finalizzati a scovare fenomeni di lavoro sommerso. La direttiva di marzo ha esteso i controlli anche al piano della corretta qualificazione dei rapporti di lavoro (autonomo-subordinato), all'elusione contributiva, al rispetto delle regole in materia di orari di lavoro, all'inserimento lavorativo dei lavoratori disabili, alla disciplina sulle pari opportunità, agli appalti, alla somministrazione di manodopera, ai distacchi, oltre alla materia della sicurezza nei luoghi di lavoro.