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Due ore di incontro fino a tarda sera ieri fra il premier Mario Monti e i leader sindacali non sono servite a trovare un accordo sulla manovra economica. I sindacati hanno confermato per oggi lo sciopero generale di tre ore. Per Susanna Camusso, leader della Cgil, l'incontro con il premier si è "concluso con un impegno un po' generico". Nessuna risposta secondo Camusso è arrivata "nel merito" per risolvere quelle che per Cgil, Cisl e Uil sono ingiustizie nei prelievi che colpiscono soprattutto i più deboli. Il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, ha commentato al termine dell'incontro con il Professore di ritenere che ci "debba essere molta più equità".
Secca la replica del governo che ha sottolineato come sia "imperativo" mantenere "invariati i saldi della manovra". Per Palazzo Chigi, infatti, il decreto in discussione in parlamento include soltanto i provvedimenti più urgenti, ma ad essi seguiranno altre misure per completare il processo delle riforme avviato.
Governo e maggioranza intanto sono ancora al lavoro sui 'nodi' della manovra: è ancora aperto il tavolo sulle coperture e ancora non si è fatta chiarezza su dove verranno reperite le risorse in particolare per le due modifiche maggiormente condivise ma più costose che puntano ad ammorbidire la stretta sull'Imu prima casa e sull'indicizzazione delle pensioni (richieste che vengono quindi non solo dai sindacati ma anche da Pdl e Pd).
In una nota ieri sera dopo l'incontro coi sindacati il governo ha detto di aver "fornito precisazioni e chiarimenti nell'intendimento di rappresentare dettagliatamente gli elementi di equità presenti nel decreto. La presentazione del Governo ha preso le mosse dalla situazione di estrema emergenza finanziaria ed economica che ha investito il nostro paese all'interno della più vasta crisi europea". Inoltre il presidente del Consiglio ha osservato come il governo in questi giorni abbia "ascoltato attivamente il parlamento" e "i rappresentanti sindacali" e alla luce delle opinioni raccolte "renderà note le sue determinazioni nel più breve tempo possibile".
In materia di modifiche i temi più spinosi saranno rinviati a oggi quando le commissioni Bilancio e Finanze della Camera dovranno necessariamente stringere il cerchio per consegnare all'Aula un testo entro martedì mattina alle ore 10.