Rimani aggiornato!
Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.
Dopo il federalismo regionale un nuovo mattone sta per aggiungersi alla costruzione, sempre più intricata, del federalismo fiscale. È il decreto sugli interventi speciali ora all'esame del Parlamento.
Il decreto dà una cornice generale agli interventi speciali dello Stato a favore di specifici comuni, province e regioni per promuovere lo sviluppo economico e la coesione sociale e territoriale e per rimuovere gli squilibri economici e sociali del Paese (sembrerebbero qui esclusi gli interventi volti «a favorire l'effettivo esercizio dei diritti della persona», anch'essi previsti dalla Costituzione). Si tratta per larga parte di interventi infrastrutturali (strutture sanitarie, scolastiche, porti e aeroporti, rete stradale, ferroviaria, idrica) finanziati dal Fas e dai fondi europei. Al di là dei suoi contenuti, il decreto è l'occasione per fare il punto su come i vari tasselli della riforma affrontano la questione del finanziamento della spesa in conto capitale degli enti decentrati e, in particolare, degli interventi infrastrutturali.