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E' stata trovata la soluzione economica per coprire l'incremento della platea degli esodati. I relatori hanno presentato un emendamento alla legge di stabilità in commissione bilancio della Camera. Soddisfazione del viceministro del Lavoro, Michel Martone, secondo cui "è stato fatto un importante passo avanti".
La nuova formulazione dell'emendamento "consente di utilizzare tutte le risorse a disposizione per la risoluzione di alcuni casi specifici", dice Martone. Si tratta di "un risultato importante" dopo "giorni di lavoro intenso".
La platea, nella nuova proposta di modifica, viene ulteriormente specificata e si stabilisce una clausola di copertura automatica, che arriverà dal blocco della rivalutazione delle pensioni superiori a 6 volte il trattamento minimo, ovvero intorno a 3500 euro.
Per i nuovi esodati sono in arrivo 333 milioni di euro nel triennio 2013-2015, secondo quanto prevede il nuovo emendamento. In particolare sono previsti 64 milioni nel 2013, 134 mln nel 2014 e altri 135 mln nel 2015. Per gli anni successivi le somme stanziate sono pari a 107 mln nel 2016, 46 mln nel 2017, 30 mln nel 2018, 28 mln nel 2019 e 10 mln a partire dal 2020. Complessivamente, secondo i calcoli contenuti nella proposta di modifica, le risorse complessive previste al 2020 sono pari a 554 mln.
I nuovi paletti, fissati nell'emendamento riformulato, prevedono che nella platea degli esodati tutelati possano rientrare anche i lavoratori che, si legge, "hanno cessato il rapporto di lavoro entro il 30 settembre di quest'anno e sono stati collocati in mobilità ordinaria o in deroga a seguito di accordi governativi o non governativi, stipulati entro il 31 dicembre del 2011 e che abbiamo perfezionato i requisiti al trattamento pensionistico entro il periodo di fruizione dell'indennità di mobilità della legge 223 del 1991, ovvero durante il periodo di godimento dell'indennità di mobilità in deroga e in ogni caso entro il 31 dicembre 2014".
Nella platea degli esodati non ci saranno i licenziati a causa del fallimento dell'azienda. Nella vecchia formulazione dell'emendamento era prevista la tutela anche per i lavoratori licenziati entro il 31 dicembre 2011 ''anche in conseguenza di fallimento o di altra procedura concorsuale nonché di cessazione dell'attività d'impresa, che avrebbero maturato il diritto alla pensione con le vecchie regole entro i 24 mesi successivi alla perdita del lavoro''. Nella nuova formulazione della proposta di modifica, invece, non si fa riferimento alla categoria.