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Il vertice dei quattro maggiori leader dell'Unione europea svoltosi a Villa Madama nei giorni scorsi ha deciso di investire 130 miliardi, pari all'1% del Pil europeo, per il rilancio dell'economia Ue, di implementare l'unione fiscale, bancaria e politica, di procedere sulla tassazione delle rendite finanziarie, mostrando una risoluta intenzione di sostenere l'euro dagli attacchi speculativi.
Il presidente del Consiglio Mario Monti - ospite dell'incontro nella magnifica cornice della rinascimentale Villa Madama sulle pendici di Monte Mario a Roma -, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese François Hollande e il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy si sono riuniti per poco più di un'ora e mezza per stabilire una linea comune in vista del Consiglio Ue del 28 e 29 giugno prossimi, dal quale "ci aspettiamo soluzioni più solide e credibili dei precedenti", come ha detto Monti.
"La crescita non può avere una base di solidità se non nella disciplina di bilancio e la disciplina bilancio non è sostenibile nel lungo periodo se non ci sono condizioni sufficienti di crescita e di sviluppo dell'occupazione", ha detto Monti aggiungendo che "l'euro è irreversibile".
La Merkel ha subito lasciato l'incontro, dopo la successiva foto "di famiglia", come ha detto Monti in una delle tante gag con le quali i quattro leader hanno cercato di stemperare la gravità della situazione e della crisi. La cancelliera si è recata a Danzica, in Polonia, dove in serata la nazionale tedesca doveva affrontare quella greca nel quarto di finale dei campionati europei di calcio.
Monti ha incassato anche il sostegno al suo piano per ridurre lo spread, lanciato al G20 messicano della scorsa settimana, da parte di Hollande e di Rajoy, mentre non è emerso quale sia stata la risposta tedesca alla proposta.
Altro dossier caldo gli Eurobond: Hollande li ha definiti uno strumento "utile" e ha aggiunto che perciò è inutile aspettare dieci anni prima di metterli in campo; la Merkel si è limitata a sottolineare che per la Germania qualsiasi ipotesi di mutualizzazione del debito richiede un maggiore controllo a livello europeo sulle politiche economiche e di bilancio dei singoli Stati.