Rimani aggiornato!
Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.
Dal 16 gennaio 2026 scattano in tutta Italia i primi aumenti del prezzo delle sigarette previsti dalla legge di Bilancio. Gli incrementi possono arrivare fino a 30 centesimi a pacchetto, con aumenti che in alcuni casi superano il 4% rispetto ai prezzi precedenti, a seconda della marca e della fascia di costo. A seguire tutte le marche e le tipologie di tabacco coinvolte.
Ad aprire la fase degli aumenti sono le sigarette del gruppo Philip Morris. Tra i marchi interessati figurano Marlboro, Chesterfield, Merit, Diana e Muratti, tra i più diffusi sul mercato italiano. Per alcune confezioni il prezzo al pubblico potrebbe raggiungere quota 6,80 euro, con un incremento compreso tra i 20 e i 30 centesimi a pacchetto. L’adeguamento è avvenuto attraverso l’aggiornamento dei listini comunicati dai produttori e recepiti dai rivenditori autorizzati.
L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha già pubblicato la tabella con i prezzi aggiornati per i prodotti coinvolti in questa prima fase. Nei prossimi giorni è atteso l’allineamento anche per le altre marche di sigarette presenti sul mercato nazionale, che applicheranno aumenti analoghi in base alle nuove regole fiscali.
La revisione della fiscalità interessa anche le sigarette elettroniche. I coefficienti d’accisa sui liquidi con nicotina aumentano dal 18% nel 2026 al 22% nel 2028, mentre per i liquidi senza nicotina l’aliquota passa dal 13% al 17% nello stesso periodo. In entrambi i casi si tratta di un aumento di circa quattro punti percentuali.
Al momento non risultano invece coinvolti i prodotti a tabacco riscaldato come Terea, Glo o Ploom. La Federazione Italiana Tabaccai ha confermato che tutte le modifiche tariffarie entreranno ufficialmente in vigore dal 16 gennaio 2026.
Alla base dei rincari c’è l’aumento progressivo dell’accisa minima sulle sigarette, previsto dalla normativa approvata con la legge di Bilancio. L’accisa minima passa da 29,50 euro per 1.000 sigarette nel 2025 a 32 euro nel 2026, con un aumento di circa l’8,5%. Ulteriori rialzi sono programmati per gli anni successivi, con incrementi progressivi che porteranno l’accisa a crescere di oltre il 30% complessivo entro il 2028. L’intervento riguarda anche sigaretti e tabacco trinciato.
Secondo le stime diffuse da Assoutenti, la manovra garantirà allo Stato un maggior gettito complessivo pari a 1,47 miliardi di euro nel triennio 2026-2028. Nel dettaglio, le entrate aggiuntive previste sono pari a 213 milioni di euro nel 2026, 465,8 milioni nel 2027 e 796,9 milioni nel 2028, con un incremento annuo progressivo superiore al 100% tra il primo e l’ultimo anno del triennio.
Le risorse si aggiungono ai circa 15 miliardi di euro annui già assicurati dalla tassazione sui prodotti del tabacco, che rappresenta una delle principali voci di gettito indiretto per lo Stato.
Nonostante i rincari, medici e associazioni continuano a chiedere aumenti più incisivi, ritenendo l’attuale livello di tassazione non sufficiente a coprire i costi sanitari e ambientali legati al fumo. Il tema è oggetto di confronto anche a livello UE, dove è in discussione una possibile revisione delle direttive fiscali sui prodotti del tabacco. Eventuali nuove misure potrebbero tradursi in ulteriori aumenti nei prossimi anni.