15 ottobre 2015

Cndcec. Si apre il IV Congresso nazionale

Oggi e domani a Milano presso il MiCo
Autore: Redazione Fiscal Focus

Al via il Congresso nazionale - Ci siamo. Finalmente oggi il quarto Congresso nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili apre i battenti in quel di Milano, presso il MiCo, per concludersi domani nel pomeriggio. Sotto l’insegna di un titolo dalle elevate ambizioni, quale è appunto “Semplificare per crescere. I commercialisti, energia per lo sviluppo”, le due giornate offriranno ai convenuti un gremito programma costituito da due sessioni plenarie e 11 workshop ai quali prenderanno parte esponenti di spicco del mondo politico, professionale e istituzionale. Inoltre, presso la sala Collina della sede de Il Sole 24 Ore, in via Monte Rosa 91, tra le 12 e le 14 di oggi, sarà allestito un “light lunch” organizzato dall'Ordine dei commercialisti di Milano: i convenuti potranno raggiungerlo con delle apposite navette.
I temi - I dibattiti si focalizzeranno su temi quali fisco, beni sequestrati alle mafie, insediamenti produttivi strategici, enti pubblici, imprese, terzo settore, diritto societario, lavoro ed evoluzione tecnologica. A partite da questi prenderanno poi spunto ulteriori stimoli per dettagliate e concrete proposte di semplificazione e di razionalizzazione, che i commercialisti ‘doneranno’ alla politica.
I commenti - Il presidente del Consiglio nazionale, Gerardo Longobardi, nel presentare l’evento ha sottolineato che il quarto Congresso nazionale “sarà fortemente caratterizzato dalla concretezza delle proposte che presenteremo, in ambiti tra loro diversi ma tutti egualmente decisivi per un migliore funzionamento del sistema economico. Le nostre assise cadono in un momento particolare per l’economia del Paese, in cui sempre più decisi sembrano farsi i segnali di ripresa. Una fase in cui le specializzazioni e le competenze della nostra professione possono davvero fare la differenza”. Il leader dei commercialisti chiarisce che “la ripresa economica va aiutata anche con una radicale semplificazione del nostro sistema fiscale e normativo. Ma siamo anche certi che semplificazione debba fare necessariamente rima con stabilità e certezza del diritto. Un fronte sul quale l’Italia è ancora in ritardo, con conseguenze negative sull’appeal complessivo del sistema Paese”. In sostanza, proprio grazie agli incontri di oggi e di domani, l’intera categoria dei commercialisti si impegna a presentare al governo e alle istituzioni un pacchetto di proposte concrete intese a sanare il vulnus aperto dal ritardo normativo. “Dal nostro congresso emergerà con forza il profilo di una professione al servizio di cittadini e imprese”, ha concluso il numero uno della categoria al quale si è aggiunto il punto esposto da Alessandro Solidoro, presidente dell’Ordine dei commercialisti di Milano. Secondo quest’ultimo, il nostro Paese “non riporta sempre consensi incoraggianti in ambito internazionale. La legislazione è complessa, diffusi i dubbi interpretativi con alto rischio di contenzioso, i costi di compliance sono elevati, i rapporti tra fisco e contribuenti sono spesso basati su principi di reciproca diffidenza. Un quadro che scoraggia le imprese italiane a insediarsi all’estero ma anche le aziende straniere a investire in Italia. Occorre elaborare un nuovo progetto fiscale che permetta al Paese di competere nello scenario internazionale, con vantaggi tangibili tanto per l’internazionalizzazione delle imprese italiane, quanto nell’insediamento in Italia d’imprenditori stranieri”. Pertanto, ha sottolineato infine Solidoro, sia oggi che domani l’intera categoria presenterà le proprie “proposte di una legislazione ad hoc che sappia coniugare la certezza del diritto con l’equa imposizione della base imponibile. Serve un passo in avanti imperniato sulla sostanza economica delle operazioni e non su un premeditato, reciproco, sospetto. Occorre una piattaforma condivisa che impegni cittadini, imprese, politica, amministrazione e professionisti”.

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