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Nel corso dell’Assemblea Generale dei Consigli degli Ordini dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili tenutasi ieri a Roma, sono stati diffusi ed illustrati i dati emersi dal sondaggio realizzato dalla FNC tramite il questionario somministrato nelle scorse settimane ad un campione di 3500 iscritti (vedi su questa rivista del 30 maggio “Questionario sui costi degli adempimenti fiscali”), relativo all’incidenza del costo degli adempimenti “di base” (per tali intendendosi dichiarazioni dei redditi; spesometro, annuale e trimestrale; liquidazioni periodiche iva; modelli Intrastat; comunicazioni dati per il 730; certificazioni uniche; fiscalità locale:Imu, Tasi, ecc; lettere per la compliance e avvisi bonari) sull’attività professionale, considerati in relazione all’impiego di risorse umane, spese e tempo.
L’indagine ha rivelato che ai costi legati alla gestione degli adempimenti, in uno studio professionale “tipo”, composto da un titolare e due dipendenti o/e collaboratori, va immolato circa il 70% dei guadagni conseguiti, quantificabili in una perdita di circa 30mila euro annui.
Il risultato emerso appare come un segnale evidente del momento di grande difficoltà che, in seguito all’aumento degli adempimenti fiscali, gravosi e talvolta anche inutili, vivono attualmente quegli studi professionali – la maggioranza - che si dedicano alla contabilità ed agli adempimenti fiscali.
Una presa d’atto da cui, per il Presidente Miani – che ha commentato le suddette risultanze nel corso della propria relazione introduttiva in Assemblea – è necessario prendere le mosse per innescare “un deciso cambio di marcia nei rapporti dei commercialisti con l’amministrazione finanziaria, da costruire d’ora in avanti su principi di reciproco, reale rispetto”.
Dai calcoli elaborati sulla base delle risposte fornite al questionario è emerso, nello specifico, che:
61.500 euro annui sono i costi dello studio “tipo” per gli adempimenti fiscali, dei quali:
52.900 euro è il costo medio delle ore lavorate dei due dipendenti e/o collaboratori;
6.370 euro è il costo medio del software
2.230 euro è costo medio di formazione, banche dati e riviste.
Il fatturato stimato derivante dagli stessi adempimenti è di 73.600 euro, con un margine lordo di guadagno di 12.100 euro che è ben lontano (27.900 euro in meno) dal valore delle ore lavorate dal titolare per gli adempimenti fiscali calcolato, sempre in base ai risultati del questionario, in 40mila euro annui (100 giornate per 400 euro al giorno).
Tra i rimedi suggeriti dai commercialisti – sempre rispondendo al questionario – per mettere in atto una riforma del sistema fiscale, la percentuale maggiore (l’88,1% ) ha sostenuto la necessità di una riduzione degli adempimenti fiscali, seguita da un 55,1% che ritiene debba procedersi alla riduzione delle aliquote Irpef; da un 48,7% che individua la modalità più idonea nella rimodulazione del calendario fiscale; da un 46,5% che chiede la riduzione del cuneo fiscale; da un 23,7% che sostiene sia necessario il riequilibrio della tassazione dei redditi da lavoro rispetto a quella sui redditi da capitale; da un 17,7% che ritiene efficace la riduzione della tassazione sui redditi e l’aumento di quella sui consumi e sui trasferimenti di ricchezza; infine, da un Il 17,5% che risulta favorevole all’introduzione di un'imposta patrimoniale limitata a patrimoni superiori ad una certa soglia.