17 giugno 2011

"La riforma della previdenza della Cassa dottori commercialisti. Le opportunità per i colleghi e per la professione”

“Siciliotti: priorità alle agevolazioni per i giovani, le donne e il sud”

A Napoli, presso la sede dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, si è tenuto il forum dei commercialisti con i vertici nazionali.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Claudio Siciliotti, presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (Cndcec), è così intervenuto sul tema del dibattito “L’Italia oggi deve affrontare tre emergenze, che iniziano tutte per “G”: generazionale, di genere e geografica. Innanzitutto occorre una politica per i giovani, tramite agevolazioni fiscali per loro e per chi li assume. Ci sono inoltre 800mila donne in questo Paese che lasciano il lavoro alla prima maternità, e infine il Sud paga una tassa impropria alla criminalità organizzata: non ce lo possiamo più permettere”. “Il nostro sistema fiscale – ha continuato Siciliotti - è stato tarato su una realtà che risale a 40 anni fa, e oggi va ridisegnato. Il vero elemento di complicazione è la giungla di detrazioni e deduzioni che rendono l’intero impianto difficile da interpretare. Oggi in Italia abbiamo una tassazione sui redditi bassi doppia rispetto a Francia e Germania, e che sfiora il triplo nella fascia 36-50 mila euro. Inutile poi lamentare la scomparsa della classe media o la nascita di una generazione di giovani che vivono fino a 40 anni con i genitori. In questo senso, il decreto Lo Presti può dare un apporto considerevole: in passato siamo passati dal sistema retributivo a quello contributivo, adesso è utile una redistribuzione proprio in favore dei giovani”.

Sull’argomento è intervenuto anche Walter Anedda, presidente della Cassa dei dottori commercialisti, che evidenzia l’importanza dell’approvazione del ddl Lo Presti, “Sarà possibile un migliore trattamento previdenziale che permetterà di utilizzare il sistema contributivo allo scopo di generare assegni pensionistici più favorevoli”. “E’ stato un provvedimento fortemente voluto dalle Casse – ha continuato il numero uno Cnpadc – che il mondo politico ha saputo accogliere”.

Achille Coppola, presidente dell’Odcec di Napoli, ha evidenziato l’importanza della stabilità del sistema pensionistico “Il problema principale è rappresentato dall’equità della prestazione: si tratta di un disagio così rilevante da porre in evidenza il tema della previdenza integrativa. Cosa possono fare le Casse? Realizzare un sistema in grado di aiutare i professionisti in tempo di crisi, che vada ad affiancarsi agli aiutitradizionali”.

Secondo Antonio Pastore Past President della Cassa commercialisti, invece “Il ddl è nato a Napoli, proprio in seguito ad un dibattito con Lo Presti e qui trova il suo punto di arrivo. Il provvedimento rappresenta un aiuto di grande importanza per gli Istituti previdenziali, non solo perché ha permesso di sbloccare l’aliquota al 2% sul contributo integrativo, ma soprattutto perché va a riempire un vuoto normativo che stava penalizzando le Casse”.

Dall’Ordine arrivano segnali forti per agevolare la ripresa: il decreto Lo Presti potrà rappresentare una grande opportunità soprattutto per gli iscritti più giovani, ma riteniamo che sia necessario concepire una nuova idea di previdenza, che sia innovativa e non più tradizionale” ha invece sottolineato Vincenzo Moretta, consigliere segretario dell’Odcec Napoli,

In questa ottica, Giuseppe Puttini, consigliere Cnpadc, ha evidenziato “la lungimiranza che ha caratterizzato l’azione dell’Istituto previdenziale dei commercialisti in occasione della riforma del 2004, che ha comportato il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo. E’ necessario un impianto che vada a premiare i giovani e che vada incontro allo storico problema dell’adeguatezza dell’assegno previdenziale”.

Le categorie professionali sono state colpite dagli effetti della crisi: le Casse di previdenza possono e devono intervenire per risolvere quei problemi quotidiani che assillano i colleghi. Dagli Enti occorrono contributi e agevolazioni che possano rispondere alle esigenze degli iscritti” lo ha affermato Bruno Miele, vicepresidente Odcec Napoli.

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