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Sondaggio - Ad un mese esatto dall’entrata in vigore delle nuove norme sulla mediazione il CNDCEC rende noti i risultati di un sondaggio on-line realizzato dall’Istituto di ricerca dei dottori commercialisti .
Il giudizio è stato ampiamente favorevole sul nuovo strumento e giudicato una concreta opportunità per la professione.
Opportunità professionale - La stragrande maggioranza dei commercialisti italiani, addirittura il 90% , approva le nuove norme sulla conciliazione e per il 69% di essi la mediazione civile è una opportunità professionale. 15.760 sono i commercialisti mediatori iscritti a un organismo di conciliazione, una cifra desunta dal 27% che ha afferma di aver già acquisito la qualifica di mediatore. Una percentuale con grandi differenze al suo interno per aree geografiche, doppia al Sud (36,6) rispetto al Nord (18,8) , dove però è nettamente più alto il numero delle mediazioni già portate a termine. Al sondaggio ha risposto un campione di 2.917 commercialisti.
Categoria informata e consapevole - Dal sondaggio emerge il quadro di una categoria informata e pienamente consapevole dell’importanza della riforma. Il nuovo istituto giuridico della mediazione civile è giudicato favorevolmente dal 90% degli intervistati, di cui il 39% molto favorevolmente e il 51% favorevolmente , mentre per il 69% la mediazione civile rappresenta una concreta opportunità professionale per la categoria. Solo l’1% si è dichiarato “molto” contrario, il 4% invece “solo” contrario, mentre appena il 5% ha risposto “non so”. Nonostante il giudizio ampiamente positivo, in molti dei commenti alle risposte forniti dagli intervistati, emerge però anche qualche perplessità, soprattutto in relazione al rapporto costi-benefici dell’attività di mediatore per il commercialista e in relazione all’ostracismo degli avvocati.
Commercialisti mediatori - Significativi anche i dati relativi al numero dei commercialisti mediatori. Il 27% del campione ha dichiarato di avere già acquisito la qualifica, mentre è inferiore il numero (il 17% del campione) di quanti hanno realmente svolto una o più mediazioni fino ad oggi, in regime di mediazione civile facoltativa, prima cioè dell’entrata in vigore dell’obbligatorietà. Stessa percentuale ( 17% ) per chi ha dichiarato di avere seguito corsi di formazione o di specializzazione in aggiunta al corso base di 50 ore. Due dati, questi ultimi, che nella loro coincidenza, dimostrano l’esistenza di una porzione di professionisti che già da tempo dedicano risorse e attenzione alla mediazione civile, un ambito di attività quindi non nuovo né sconosciuto per una professione come quella del commercialista ritenuta a torto troppo schiacciata su competenze e specializzazioni esclusivamente contabili e/o fiscali.
Discrasia Nord-Sud - Rispetto all’orientamento univoco sulla valutazione della mediazione civile obbligatoria e sulla possibilità che essa abbia concrete ripercussioni sulla categoria in termini di nuove opportunità, si nota una forte discrasia Nord-Sud, con il Centro in questo caso più vicino al Sud che al Nord. Infatti, al Sud i commercialisti mediatori sono praticamente il doppio rispetto al Nord, 36,6% del campione contro il 18,8% nel Nord-ovest e il 19% nel Nord-est . Nel Centro si è al 29,3 . La situazione si capovolge però se si osserva il dato relativo a chi ha già svolto una o più mediazioni: 10,6% al Sud contro 20,6% nel Nord-ovest e 27,3% nel Nord-est.
Commercialisti non iscritti a nessun organo di mediazione - Dal sondaggio emerge infine anche una quota di commercialisti mediatori non iscritta a nessun organo di conciliazione . Si tratta del 38% di chi ha dichiarato di avere già acquisito la qualifica di mediatore. La restante parte invece è così distribuita: il 17% è iscritta a un organismo di mediazione istituito o promosso dall’Ordine territoriale , il 19% a un organismo di conciliazione istituito da ente pubblico , il 17% a un organismo istituito da privati e solo l’1% è iscritto a un organismo istituito da un altro Ordine professionale . Solo il 10% di chi ha dichiarato di non avere ancora acquisito la qualifica di mediatore civile sta frequentando il corso base per diventare mediatore. Di questi il 41% sta frequentando un corso presso un organismo istituito o promosso dal proprio Ordine territoriale.
Siciliotti - “Questo sondaggio – afferma Claudio Siciliotti, presidente dei commercialisti – dimostra come tra i commercialisti ci sia un grande interesse per la mediazione civile. Uno strumento giudicato utile per la velocizzazione della giustizia civile italiana ma anche in grado di aprire nuovi spazi professionali per la categoria. Su questa materia, il Consiglio nazionale ha compiuto in questi anni un notevole sforzo. Un programma ambizioso ancora da completare, in termini di strutture formative e operative, ma per il quale gli Ordini territoriali hanno dimostrato una notevole attenzione. Certo, le incertezze che pesano sul futuro del nuovo istituto, specie dopo che il Tar del Lazio ha rimandato alla Corte Costituzionale un giudizio sulla materia, possono generare disorientamento. Ma siamo fiduciosi - conclude Siciliotti - che non ci saranno battute d’arresto sulla via della definitiva affermazione di una riforma così rilevante per il sistema Paese”.