25 settembre 2026

Modelli dichiarativi, Irpef, Irap e tax expenditures: le proposte del CNDCEC illustrate al Telefisco 2026

Autore: Chiara Aiello

L’estensione dell’aliquota Irpef del 33% ai redditi complessivi fino a 60.000 euro, il superamento delle disparità di trattamento tra professionisti individuali e aggregazioni professionali, nonché l’avvio del graduale superamento dell’Irap per associazioni professionali e società di persone sono tra le proposte formulate dal presidente del CNDCEC, Elbano de Nuccio, nel corso di Speciale Telefisco. Al centro dell’intervento anche la razionalizzazione delle tax expenditures: le oltre 600 misure agevolative vigenti comportano un minor gettito stimato in circa 105 miliardi di euro annui.

Pressione fiscale, STP e Irap

L’estensione dell’aliquota Irpef del 33% ai redditi fino a 60.000 euro, rispetto agli attuali 50.000 euro, determinerebbe uno sgravio stimato tra 100 e 900 euro per oltre un milione di contribuenti del ceto medio.

Per chi ha redditi superiori a 60.000 euro, l’agevolazione arriverebbe fino a 1.000 euro di minore Irpef. Il costo complessivo della misura è stimato in circa 3 miliardi di euro. Secondo de Nuccio, occorre individuare le necessarie coperture per alleggerire il carico fiscale e sostenere la crescita economica.

Il presidente dei commercialisti ha inoltre chiesto di superare le disparità che penalizzano le aggregazioni professionali rispetto ai professionisti individuali. Le criticità riguardano sia l’accesso al regime forfetario sia il trattamento Irap di studi associati e società tra professionisti.

L’attuale disciplina, secondo il CNDCEC, rischia di ostacolare la crescita dimensionale degli studi e, in alcuni casi, di incentivare la frammentazione delle strutture più organizzate.

Sul versante Irap, de Nuccio ha ribadito la necessità di dare attuazione al graduale superamento dell’imposta previsto dalla delega fiscale, partendo da associazioni professionali e società di persone. La priorità resta il reperimento delle risorse necessarie per eliminare un tributo che continua a gravare su tali soggetti e ad accrescere la complessità del sistema.

Tax expenditures da razionalizzare

Un ulteriore intervento riguarda la semplificazione delle tax expenditures. Le oltre 600 agevolazioni fiscali vigenti generano un costo per lo Stato pari a circa 105 miliardi di euro annui.

Per de Nuccio, la razionalizzazione di detrazioni e deduzioni stratificatesi nel tempo costituisce un passaggio necessario per rendere più semplice il sistema fiscale. Gli interventi normativi degli ultimi anni hanno infatti aumentato la complessità dell’Irpef, con regole di limitazione delle detrazioni che si sovrappongono e rendono meno trasparente la determinazione dell’imposta effettivamente dovuta.

Tra le soluzioni prospettate vi è l’unificazione degli attuali meccanismi di riduzione delle detrazioni e la valutazione di modelli alternativi, quali un budget di agevolazioni fiscali commisurato al reddito del contribuente.

Il modello potrebbe prevedere una soglia massima di detrazioni riconoscibili per ciascuna fascia reddituale, salvaguardando le voci di maggiore rilevanza sociale: spese sanitarie, interessi passivi sui mutui e bonus edilizi. L’obiettivo indicato è garantire maggiore chiarezza, equità e certezza fiscale.

Ipotesi di sdoppiamento del modello dichiarativo

Il tavolo tecnico sta valutando lo sdoppiamento del modello dichiarativo: una prima sezione, da presentare entro luglio, sarebbe limitata alla determinazione del reddito imponibile e delle imposte dovute; una seconda, con termine a fine novembre, accoglierebbe le informazioni necessarie alle attività di monitoraggio e controllo dell’Amministrazione finanziaria. L’obiettivo è separare i dati rilevanti ai fini della liquidazione delle imposte dalle informazioni richieste per finalità di controllo, riducendo il carico compilativo del modello. Allo studio anche il differimento a settembre delle scadenze che ricadono nel mese di agosto.

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