24 settembre 2026
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24 settembre 2026

Riforma dei commercialisti, via libera della Camera. De Nuccio: “Vicini ad un traguardo storico”

La legge delega punta a riscrivere l’ordinamento professionale dopo oltre vent’anni. Interventi su competenze, società professionali, incompatibilità, compensi, specializzazioni, governance e tirocinio
Autore: Lucia Giampà

Via libera della Camera alla riforma dell’ordinamento della professione di dottore commercialista e di esperto contabile. Il disegno di legge delega, approvato con 145 voti favorevoli, nessun contrario e 80 astenuti, passa ora al Senato per il completamento dell’iter parlamentare. 

Il provvedimento punta a intervenire in maniera organica sull’attuale disciplina, contenuta principalmente nel decreto legislativo n. 139/2005. Il testo originario della delega nasce, infatti, dalla necessità di aggiornare un ordinamento risalente a oltre vent’anni fa, tenendo conto del mutato contesto economico e sociale, dell’evoluzione del mercato delle professioni e della progressiva riduzione dell’attrattività della libera professione per le nuove generazioni. 

Per il presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Elbano de Nuccio, l’approvazione da parte della Camera rappresenta un «passaggio fondamentale» verso la modernizzazione della professione e un ordinamento maggiormente aderente all’evoluzione delle attività svolte dalla categoria. 

Una riforma per aggiornare un ordinamento del 2005

Il punto di partenza della riforma è il superamento dell’attuale impianto normativo. Nella relazione che accompagna il disegno di legge si evidenzia come i vent’anni trascorsi dalla precedente legge delega e la lunga applicazione del decreto legislativo n. 139/2005 abbiano fatto emergere, accanto ai punti di forza dell’ordinamento, anche diversi aspetti critici. 

Particolare attenzione viene riservata al ricambio generazionale. Il documento parlamentare segnala che, negli ultimi dieci anni considerati, a fronte di un aumento del 22% dei laureati, i candidati agli esami di Stato sono diminuiti del 45,2% e gli abilitati del 42,3%. Dal 2008, inoltre, il numero dei commercialisti under 40 iscritti all’Albo è diminuito del 32,3%, mentre l’età media è passata da 47,4 a 52,5 anni. 

La riforma nasce quindi con l’obiettivo di razionalizzare, riordinare e semplificare la disciplina vigente, adeguandola anche all'evoluzione normativa e giurisprudenziale e ai principi del diritto europeo. 

Competenze professionali e nuove forme di organizzazione

Uno dei capitoli centrali riguarda il riordino delle attività oggetto della professione e l’individuazione delle attività riservate.

Nel testo approvato, secondo quanto illustrato dal CNDCEC, il riordino interessa le attività che caratterizzano la professione nei diversi ambiti tributario, economico-aziendale, finanziario, giuslavoristico, societario e della crisi d’impresa. 

Un altro intervento riguarda l’esercizio della professione in forma associata o societaria. La delega prevede una disciplina organica delle modalità di costituzione, gestione e funzionamento di queste forme di esercizio professionale. La relazione al disegno di legge collega questa scelta anche alla trasformazione dei modelli organizzativi, alla rivoluzione tecnologica e alla necessità di favorire strutture professionali maggiormente organizzate e specializzate. 

Incompatibilità, incarichi e compensi professionali

La riforma interviene anche sulla disciplina delle incompatibilità, con l’obiettivo di riordinarne le regole e prevedere, nei casi individuati, specifiche deroghe temporanee. 

Sul versante dei compensi, la delega si coordina con la disciplina dell’equo compenso. La pattuizione tra professionista e cliente resta libera, ma il compenso dovrà essere proporzionato alla quantità, alla qualità, al contenuto e alle caratteristiche della prestazione e garantire comunque l’equo compenso. Sono inoltre previsti specifici parametri per la determinazione dei compensi, da stabilire con decreto ministeriale su proposta del Consiglio nazionale. 

Specializzazioni e tirocinio durante l’università

Tra le novità di maggiore interesse figura anche la disciplina delle specializzazioni professionali, che dovrà definire le modalità attraverso cui gli iscritti all’Albo potranno acquisire il relativo titolo. Nella relazione al disegno di legge le specializzazioni vengono considerate uno strumento per rispondere alla crescente richiesta del mercato di figure dotate di competenze specifiche. 

Sul fronte dell’accesso alla professione, invece, la delega punta a ridurre i tempi necessari per ottenere l’abilitazione. È prevista, in particolare, la possibilità di svolgere interamente il tirocinio professionale durante il corso di studi universitari, sia per i dottori commercialisti sia per gli esperti contabili. 

Governance degli Ordini e voto telematico

La revisione riguarda anche il sistema di governo della categoria. Tra i criteri della delega figurano la riduzione dell’anzianità di iscrizione richiesta per accedere alle cariche elettive, la valorizzazione delle nuove generazioni e l’introduzione di misure volte a garantire la parità di genere

È prevista inoltre la revisione del sistema elettorale del Consiglio nazionale e dei Consigli territoriali, con l’introduzione del voto telematico a distanza, assicurando segretezza e libertà del voto e uniformità delle procedure. 

Dopo la Camera, la riforma passa al Senato

L’approvazione della Camera rappresenta soltanto una tappa dell’iter. Il provvedimento passa ora al Senato e, una volta approvata definitivamente la legge delega, spetterà al Governo tradurne i principi in una nuova disciplina dell’ordinamento professionale. 

La delega prevede l’adozione del decreto legislativo entro dodici mesi dall’entrata in vigore della legge, su proposta del Ministro della giustizia e con il coinvolgimento degli altri Ministeri competenti e del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. 

«Siamo ormai a un passo dal traguardo definitivo», ha affermato de Nuccio, auspicando che il Senato completi l’iter parlamentare nelle prossime settimane. Per il presidente del CNDCEC, la riforma dovrebbe consentire di adeguare governance, formazione, accesso alla professione e valorizzazione delle competenze alle nuove esigenze del sistema economico.

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