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La riforma dell’ordinamento professionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili compie un ulteriore passo avanti. La Commissione Giustizia della Camera ha concluso l’esame degli emendamenti al disegno di legge recante la delega al Governo per la revisione della disciplina della professione (AC 2628).
Tra le modifiche approvate assume particolare rilievo il reinserimento dell’ambito giuslavoristico tra le attività tipiche dei commercialisti. La previsione mira a riconoscere sul piano normativo le competenze già esercitate da numerosi professionisti nell’assistenza alle imprese e ai lavoratori in materia di lavoro, previdenza e assistenza sociale.
La conclusione dell’esame degli emendamenti non determina, tuttavia, l’approvazione definitiva della riforma. Dopo il voto conclusivo della Commissione sul testo, il disegno di legge sarà esaminato dall’Aula della Camera e, successivamente, trasmesso al Senato.
Il riconoscimento dell’ambito giuslavoristico rappresenta uno dei punti maggiormente significativi del testo emendato. L’intervento non attribuisce ai commercialisti nuove funzioni, ma intende fornire una base normativa più chiara alle attività che la categoria svolge tradizionalmente al fianco delle imprese.
Secondo il presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Elbano de Nuccio, la modifica restituisce certezza giuridica a competenze storiche esercitate quotidianamente da decine di migliaia di professionisti.
Il reinserimento assume quindi una valenza non soltanto formale: la norma punta a rendere l’ordinamento professionale più coerente con la concreta evoluzione dell’attività svolta negli studi, all’interno dei quali la consulenza in materia lavoristica, previdenziale e assistenziale costituisce spesso parte integrante dei servizi offerti.
Un altro profilo interessato dagli emendamenti riguarda l’aggiornamento dei parametri utilizzati per determinare i compensi professionali.
L’obiettivo è adeguare il sistema alla trasformazione delle prestazioni rese dai commercialisti, divenute progressivamente più complesse e specialistiche. Il nuovo impianto dovrà assicurare un riconoscimento economico coerente con la qualità, la responsabilità e il contenuto professionale degli incarichi.
La revisione si inserisce nel più ampio percorso diretto a valorizzare il lavoro dei professionisti e a garantire una maggiore corrispondenza tra compenso richiesto e caratteristiche effettive della prestazione.
Il disegno di legge interviene anche sulla disciplina delle specializzazioni. L’indirizzo seguito dalla Commissione è quello di evitare la proliferazione di registri, elenchi e sotto-albi esterni all’ordinamento professionale.
La razionalizzazione dovrebbe consentire di valorizzare le competenze specialistiche acquisite dagli iscritti senza compromettere l’unità della professione. Il riconoscimento delle diverse aree di specializzazione dovrà quindi avvenire all’interno di un sistema organico, capace di preservare l’identità comune dei commercialisti e degli esperti contabili.
La misura risponde all’esigenza di conciliare due obiettivi: rendere riconoscibili sul mercato le competenze specialistiche e impedire che la frammentazione degli elenchi generi sovrapposizioni, incertezze o barriere nell’esercizio dell’attività.
Ulteriori modifiche riguardano la disciplina delle incompatibilità. Il testo prevede un sistema più moderno, basato prevalentemente su controlli di legittimità successivi, in coerenza con la normativa europea.
L’intervento dovrebbe rendere la disciplina più flessibile e adeguata alle attuali modalità di esercizio della professione, senza rinunciare alle verifiche necessarie a garantire indipendenza, correttezza e assenza di conflitti di interesse.
Sul piano della governance, la riforma introduce inoltre una regolamentazione più chiara delle cause di decadenza dalle cariche istituzionali. È prevista anche una maggiore flessibilità per le procedure elettorali: saranno i successivi decreti attuativi a definire i tempi e le modalità di applicazione delle nuove regole.
Il provvedimento è ancora in corso di approvazione. Una volta licenziato dalla Commissione Giustizia, il testo dovrà ottenere il via libera dell’Aula della Camera e affrontare l’esame del Senato.
Trattandosi di una legge delega, l’approvazione parlamentare non concluderà il processo di riforma. Sarà infatti necessario attendere l’adozione dei decreti legislativi attuativi, attraverso i quali il Governo dovrà tradurre i principi e i criteri direttivi contenuti nel disegno di legge in disposizioni operative.
La riforma punta, nel complesso, a costruire un ordinamento più aggiornato e aderente alla realtà professionale, rafforzando il riconoscimento delle competenze dei commercialisti e introducendo regole più chiare in materia di compensi, specializzazioni, incompatibilità e funzionamento degli organismi di categoria.