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Manovra correttiva. Le novità indicate dalla cd. “manovra correttiva” potrebbero comportare un blocco della giustizia tributaria, a causa delle forti strette in materia di incompatibilità dei giudici tributari. Sarebbero, infatti, circa l'80%, tra magistrati e liberi professionisti, i componenti delle Ctp e delle Ctr interessati dalle nuove disposizioni.
Iscrizione agli Albi professionali. Tra le cause di incompatibilità troviamo la semplice iscrizione agli Albi professionali, indipendentemente dalla preventiva indagine sull’attività esercitata in materia fiscale. Come previsto dalla legge, è incompatibile anche chi si limita a detenere le scritture contabili o a redigere bilanci, nonché, appunto, chi risulta iscritto negli Albi professionali che abilitano all'assistenza tecnica nel contenzioso tributario.
A parere del presidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria, Daniela Gobbi, si tratterebbe di una norma potenzialmente incostituzionale, in quanto in contrasto con il principio della ragionevolezza (articolo 3 Cost.), “non potendo farsi discendere dalla mera iscrizione all’albo una causa d’incompatibilità, senza che il professionista svolga alcuna attività di consulenza, rappresentanza o assistenza fiscale, con una evidente discriminazione in suo danno, non sussistendo nel nostro sistema giudiziario una simile disciplina per qualsiasi altro giudice”.
Parenti e conviventi. La manovra estende la causa di incompatibilità nei casi sussistano rapporti di coniugio, convivenza, parentela fino al terzo grado o affinità in primo grado con coloro che sono iscritti in Albi professionali nella Regione dove ha sede la Commissione tributaria e nelle Province confinanti con tale Regione. Vengono, dunque, presi in considerazione anche i conviventi, e non più soltanto parenti e affini.
Da precisare che rientra tra le cause di incompatibilità l’iscrizione ad un albo professionale di un parente, un affine o di un convivente, anche non preesistente, ma intervenuto nel corso degli anni in cui svolgeva la funzione di giudice.
Cessazione immediata dell'incarico. Entro due mesi dall'entrata in vigore della manovra, i giudici tributari dovranno far cessare la causa di incompatibilità, pena la cessazione immediata dell'incarico. Una circostanza, questa, secondo la Gobbi, “in assoluto contrasto con l'esigenza di un potenziamento dell'attività giudiziaria, resa peraltro necessaria dalla prossima entrata in vigore degli accertamenti esecutivi”.
Nuovi giudici. Vengono, infine, riammessi quali giudici tributari gli Avvocati dello Stato (fino ad ora ritenuti incompatibili, essendo ad essi affidata l'Agenzia delle Entrate) e gli Ispettori dell'Amministrazione.