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Editoriali

10 gennaio 2020

E il premio per la fake news dell’anno va…

A cura del Direttore Antonio Gigliotti

Img editoriale
Cari amici, ho una notizia clamorosa. Anzi, due.

La prima è che, passata poco più di una settimana dall’inizio dell’anno è già stata individuata la notizia più assurda, inesatta, inattendibile e faziosa che si possa immaginare. Indubitabilmente, sarà la “bufala” dell’anno.

La seconda, è che per una volta non me ne lamento solo io, e nemmeno qualche “piccolo studio”, ovvero quelle strutture che operano in condizioni disastrata e che troppo spesso vengono trascurate e tartassate, non solo dall’amministrazione, ma anche in qualche modo da chi dovrebbe tutelarli.

Questa volta, udite udite, una sollecitazione ad un intervento risoluto viene rivolta al CNDCEC direttamente dal Presidente dell’Ordine di Roma, Mario Civetta.

Cosa abbia avuto il potere di raggiungere due traguardi così ragguardevoli in un colpo solo presumo sia noto, ma vale la pena ricordarlo: con l’avvento dei corrispettivi elettronici, che tanti mal di pancia stanno creando ai contribuenti interessati e di riflesso - ancora una volta - intasando i nostri studi, è arrivato anche lo spot dell’Agenzia delle Entrate.

Ma affrontiamo una cosa alla volta.

Innanzi tutto trovo paradossale, e immagino che questo sia anche il vostro pensiero, che l’Agenzia delle Entrate faccia degli spot pubblicitari. Un conto, infatti, sarebbe porre in essere una comunicazione di tipo istituzionale, caso mai qualche contribuente, così sprovveduto da non essere seguito da un Professionista, non sapesse a quali adempimenti deve far fronte.

E invece no, amici. L’Agenzia delle Entrate ora fa degli spot tesi a magnificare il proprio operato, o forse, si tratta di un goffo tentativo di giustificarlo (e se questi sono i risultati, andiamo proprio bene).

Comunque, quale che sia la motivazione, è pacifico che le informazioni fornite, per quanto magari non consone al ruolo istituzionale dell’Agenzia, debbano avere almeno una caratteristica ineludibile: essere corrette.

E invece cosa ci è toccato sentire? “Lo scontrino elettronico ti semplifica il lavoro. Dal 2020 la gestione della contabilità diventa automatica.

Concederei qualche secondo per riprendersi dallo choc ai pochi fortunati che ancora non lo avessero sentito.

Sì amici, avete letto bene, e ora che avete letto ditemi se non ho ragione ad affermare che si tratta di una bufala di dimensioni tali da non poter trovare uguali.

Ma io dico, ma come si fa? Come si fa a dire che lo scontrino elettronico (che poi, diamine, si chiama documento commerciale!) semplifica la vita? Ma qualcuno ha provato ad andare a parlare con un qualsiasi commerciante o artigiano? Ovviamente, no. Ma questo stupisce poco, visto che delle esigenze di sopravvivenza di queste categorie è evidente che non freghi nulla a nessuno.

E non basta! Ma come si fa a dire che con i corrispettivi elettronici la contabilità diventa automatica?! Ma chi ha steso questo testo? Mai sentito parlare della contabilizzazione degli acquisti e delle vendite? Del libro cespiti? Del libro giornale? Del dedalo di regimi contabili e relativi criteri? MA COME SI FA?!

Si tratta, palesemente, di uno svarione incredibile, che potrebbe anche risultare divertente. Ammettiamolo, dai, la prima reazione degli addetti ai lavori è stata farsi un’amara risata, aspettando di veder apparire lo striscione “Benvenuti su Scherzi a Parte”.

Il problema, però, è che non tutti sono addetti ai lavori. Non per nulla esistono e sono indispensabili (attenzione, non utili! INDISPENSABILI) i Commercialisti.

E i Commercialisti ne hanno veramente le tasche piene di combattere quotidianamente: aggiornare costantemente la clientela su norme che cambiano in continuazione, controbattere a maghi e fattucchiere, inseguire scadenze impossibili. E poi? E poi salta fuori l’Agenzia delle Entrate e con una sola frase, assolutamente inesatta ed improponibile, rischia di farci passare per quelli che vogliono farsi pagare un lavoro che ormai viene fatto in automatico.

Caro Presidente Miani, mi unisco e sottoscrivo l’invito del collega Civetta. Basta, ora veramente basta, e non è sufficiente alzare la voce.
Dobbiamo impegnarci con tutte le nostre forze per far valere il nostro ruolo, e far capire, una volta per tutte, che è vero che siamo utili al Paese (vorrei vedere l’AdE come potrebbe predisporre le precompilate senza i dati che noi inviamo, per fare un solo esempio).

Ma anche, e soprattutto, che siamo indispensabili ai contribuenti, e non solo quando facciamo fantasmagoriche consulenze, ma anche per la contabilità, il vero mattone fondante di tutto il sistema.

Nulla è costruito sulla pietra; tutto è costruito sulla sabbia, ma dobbiamo costruire come se la sabbia fosse pietra.
(Jorge Luis Borges)
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