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Editoriali

22 febbraio 2021

Il cashback finisce per penalizzare gli esercenti

Autore: Direttore Antonio Gigliotti
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Sono partiti i primi bonifici da 150,00 euro per i primi 100 mila maggior utilizzatori di denaro elettronico. Ma sono già iniziate le polemiche.

Da una parte abbiamo i consumatori che reclamano di avere registrato sull’app IO transazioni che non comparirebbero sul loro account e che quindi li penalizzerebbero nel caso di una eventuale vincita. Sostanziali problemi erano già stati messi a nudo dal Codacons che metteva in rilievo come sin dai primi giorni dell’iniziativa molti cittadini non riuscissero ad aderire al servizio o a registrarsi alla piattaforma per via del sovraccarico delle utenze.

Dall’altra parte, invece, abbiamo gli esercenti (in modo particolare i benzinai) che lamentano un eccessivo frazionamento degli acquisti (che si sarebbe dovuto evitare con una norma che c’era ma sarebbe successivamente sparita) con costi esorbitanti sulle transazioni pos.

Gli stessi benzinai chiedono ora l’intervento dell’Agenzia delle Entrate e del MEF per mettere una pezza a questa pioggia di transazioni dei “furbetti del Cashback”.

Stando a quanto dichiarato dal segretario nazionale di Figisc Confcommercio, Paolo Uniti, i furbetti del cash back "operano su impianti situati fuori dai centri urbani o ad alta frequentazione: grandi stazioni automatizzate, negli orari di chiusura quando gli addetti non sono presenti".
Secondo quanto riportato dal quotidiano la Repubblica si sarebbero addirittura verificati casi di automobilisti che hanno speso quasi un'ora alla pompa per fare una sessantina di operazioni a fronte di poco più di 4 litri di benzina versati nel serbatoio.

Eppure, dati i timori iniziali dell’abuso di ripetute transazioni tramite POS per acquisti minimali tramite carta di credito una norma esisteva, ma sarebbe stata estromessa dal testo finale del decreto impraticabilità. Quando, invece, sarebbe bastato impedire che più pagamenti venissero effettuati in un lasso di tempo ristretto.

Dal Mef si tratta dell’ennesimo tentativo di improvvisata creatività che ora va a scaricarsi sulle spalle di chi dalla pandemia economica e fiscale ci era già uscito a pezzi.
 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata