4 agosto 2022

Meno rotatorie, più semafori

Quali regole per il nuovo calendario fiscale

Autore: Paolo Iaccarino
È agosto il mese preferito dal Fisco italiano. Il mese più caldo dell’anno, infatti, accoglie centinaia di scadenze fra adempimenti, comunicazioni e termini di versamento. Un dedalo di appuntamenti, la maggior parte dei quali a carico dei professionisti del settore contabile e tributario, lasciati soli dal sistema e dai propri clienti.

Si tratta di una scomoda routine, sempre diversa rispetto all’anno precedente. L’8 agosto di quest’anno, infatti, sono in scadenza le rate 2021 delle procedure di definizione agevolata da Rottamazione-Ter e Saldo e Stralcio. Sempre ad agosto 2022, con riferimento alle operazioni passive intercorse con soggetti non stabiliti sul territorio dello Stato, esordisce il nuovo esterometro, con regole profondamente differenti rispetto al vecchio adempimento trimestrale. Sotto questo punto di vista, paradossalmente agosto è diventato anche il mese in cui è possibile sperimentare.

Un mese da bollino nero conseguenza di un calendario fiscale inadeguato rispetto all’evoluzione normativa dell’ordinamento tributario degli ultimi anni. Risulta piuttosto evidente che il Fisco telematico, con le sue procedure e le conseguenti anomalie, ha occupato ogni spazio disponibile. A fronte dell’introduzione di adempimenti telematici che avrebbero dovuto ridurre i tempi di lavorazione, la gestione completamente automatizzata ha inondato lo studio professionale di una miriade di comunicazioni di irregolarità, incongruenze, compliance, anomalie e, quale ultimo atto, cartelle di pagamento. Senza alcun ordine o criterio, con notifiche e termini inderogabili anche a pochi giorni dalle ferie.

Può quindi capitare che il professionista chiamato ad espletare gli adempimenti per conto di un proprio assistito si possa trovare nello stesso momento, ipotizziamo proprio nel mese di agosto, a gestire scadenze ordinarie (elaborazione dichiarazioni dei redditi, liquidazione iva, contributi), scadenze straordinarie (Rottamazione-ter, Saldo e Stralcio), gli imprevisti (avvisi di irregolarità, cartelle di pagamento) e novità (nuovo esterometro). Un mix difficile da gestire, anche semplicemente da organizzare.

Appunto, non sarà che il problema sia di organizzazione? Che l’invio delle liquidazioni periodiche IVA è una duplicazione della dichiarazione, o viceversa? Che il versamento delle imposte sul reddito meriti una migliore distribuzione nel corso dell’anno, nel tentativo di sostituire l’odioso meccanismo degli acconti e, perché no, favorire il versamento delle imposte? Che le procedure di compensazione non possono tenere ostaggio il credito legittimamente maturato dal contribuente fino all’invio della dichiarazione dei redditi quando basterebbe sostituire tale adempimento con una comunicazione semplificata, sempre corredata dal visto di conformità? Che, in fondo, il principale problema del Fisco italiano è proprio il suo antiquato calendario fiscale e l’assenza di regole che disciplinino le notifiche da parte dell’Amministrazione Finanziaria?

Tutte domande retoriche delle quali già conosciamo la risposta. In un Fisco fatto di troppe “rotatorie”, dove l’Amministrazione Finanziaria non concede la precedenza, abbiamo bisogno di più “semafori”, ovvero regole per la notifica di qualsivoglia atto tributario, aprendo finestre in cui questo sia possibile ed altre in cui sia inibito.
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