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Addio, graduale, ai cari vecchi scontrini di carta. Via libera alla risoluzione per la digitalizzazione degli scontrini, con un piano in 3 fasi. Obiettivo: meno rifiuti e più efficienza fiscale. Entro il 2029 gli scontrini cartacei potrebbero diventare solo un ricordo. L’Italia si prepara infatti a voltare pagina, puntando tutto sulla dematerializzazione delle ricevute fiscali.
È quanto prevede la risoluzione approvata dalla commissione Finanze della Camera su iniziativa di Fratelli d’Italia. Primo firmatario del documento è il deputato Saverio Congedo, che insieme al collega Massimo Milani ha illustrato gli obiettivi della proposta: semplificazione digitale, riduzione dell’impatto ambientale e rafforzamento del controllo fiscale. Vediamo tutte le future regole e quando scattano.
Il percorso verso lo stop agli scontrini su carta è articolato in 3 fasi, per permettere un passaggio ordinato e non penalizzante, soprattutto per le piccole attività. Ecco le date da segnarsi:
Per i nostalgici, diciamo subito che la transizione al digitale non cancellerà completamente la ricevuta fisica. Il cliente potrà infatti richiederla facoltativamente, come già avviene in altri Paesi europei. Questo approccio, sottolineano i promotori, vuole tutelare la libertà dell’utente, ma anche favorire una cultura della digitalizzazione sempre più diffusa.
Il cambiamento non arriva comunque all’improvviso. Già con la Legge di Bilancio 2024 è stato introdotto, dal 2026, l’obbligo di collegare POS e registratori telematici, così da trasmettere all’Agenzia delle Entrate i dati aggregati dei pagamenti elettronici in modo automatico.
Oltre al beneficio fiscale e tecnologico, il piano mira a ridurre l’uso della carta termica, materiale non riciclabile e altamente inquinante. Ogni giorno in Italia si stampano milioni di scontrini che finiscono tra i rifiuti non recuperabili. La digitalizzazione rappresenta quindi anche un gesto concreto per l’ambiente.
“Vogliamo incentivare sistemi digitali che garantiscano la trasmissione dello scontrino al cliente, senza perdere di vista la sostenibilità e la trasparenza fiscale” – spiegano i deputati di FdI, Congedo e Milani.