22 maggio 2026

Il bonus mobili spetta con reddito superiore a 75mila euro ma entro i 100mila euro?

Autore: Redazione Fiscal Focus

Il bonus mobili spetta se il contribuente ha reddito superiore a 75.000 euro ma non oltre 100.000 euro?

, il bonus mobili può spettare anche al contribuente con reddito complessivo superiore a 75.000 euro e non superiore a 100.000 euro, ma la detrazione deve fare i conti con il nuovo limite complessivo introdotto dal riordino delle detrazioni. In pratica, il diritto al bonus non viene meno per effetto del reddito, ma il suo effettivo utilizzo in dichiarazione può essere ridotto o azzerato se il contribuente ha già saturato il plafond disponibile con altre spese detraibili, come ristrutturazioni e risparmio energetico.

Dal periodo d’imposta 2025, per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro opera infatti un nuovo tetto massimo agli oneri e alle spese detraibili. Il limite varia in funzione di due elementi: il reddito complessivo dichiarato e il numero di figli fiscalmente a carico. Per la fascia di reddito superiore a 75.000 euro e fino a 100.000 euro, l’importo base è pari a 14.000 euro. Questo importo deve poi essere moltiplicato per il coefficiente collegato alla composizione del nucleo familiare.

Il limite di 14.000 euro però non va letto sempre come importo fisso e definitivo, ma rappresenta il parametro di partenza per i contribuenti collocati nella fascia tra 75.000 e 100.000 euro, anche se poi il plafond effettivamente disponibile dipende dal numero dei figli fiscalmente a carico. Il sistema, quindi, non guarda solo alla capacità reddituale, ma anche alla situazione familiare del contribuente.

Nel caso prospettato, il contribuente sostiene spese per ristrutturazione edilizia e per risparmio energetico. Tali spese concorrono al raggiungimento del limite complessivo previsto per i redditi medio-alti. Se, ad esempio, il contribuente utilizza già una parte rilevante del plafond per interventi edilizi, il margine residuo per altri oneri detraibili può ridursi sensibilmente.

In questo quadro si inserisce il bonus mobili. L’agevolazione resta formalmente spettante se sussistono i requisiti ordinari, e cioè acquisto di mobili o grandi elettrodomestici nuovi destinati ad arredare un immobile oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio. Per il 2026, l’Agenzia delle Entrate conferma la detrazione Irpef del 50%, calcolata su un importo massimo di 5.000 euro per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.

Resta però essenziale il collegamento temporale con l’intervento edilizio. Il bonus mobili spetta solo se l’acquisto è collegato a un intervento di recupero del patrimonio edilizio e, in linea generale, la data di inizio dei lavori deve essere anteriore a quella in cui sono sostenute le spese per l’acquisto dei mobili o degli elettrodomestici. Non è invece necessario che le spese di ristrutturazione siano pagate prima di quelle per l’arredo. Ciò che rileva è che l’intervento edilizio sia stato avviato prima dell’acquisto dei beni agevolati. 

La novità, quindi, non riguarda l’esistenza del bonus mobili, ma il suo coordinamento con il nuovo tetto alle detrazioni. Anche la detrazione per il bonus mobili rientra nel perimetro degli oneri da considerare ai fini del limite complessivo. Di conseguenza, in sede di dichiarazione dei redditi sarà necessario verificare quali spese conviene effettivamente portare in detrazione, soprattutto quando il contribuente ha sostenuto più oneri agevolabili nello stesso anno.

Il tema è particolarmente delicato per chi ha spese di importo elevato per ristrutturazione, ecobonus, bonus mobili, interessi passivi, assicurazioni, spese scolastiche o altri oneri detraibili. In presenza di un plafond limitato, non tutte le detrazioni teoricamente spettanti potranno produrre un beneficio fiscale effettivo. Va quindi fatta una selezione, privilegiando gli oneri che consentono il maggiore vantaggio fiscale nel rispetto dei limiti previsti dalle singole agevolazioni e del limite generale stabilito dall’articolo 16-ter.

Sul piano dichiarativo, la gestione passa dal quadro degli oneri. Nel modello 730/2026 debutta infatti il nuovo meccanismo di riordino delle detrazioni per i contribuenti con reddito superiore a 75.000 euro. Quando il contribuente intende procedere autonomamente alla selezione delle spese da imputare nel conteggio, deve essere valorizzata la casella relativa al “Riordino delle detrazioni non automatizzato” nel quadro E del modello 730/2026. Nel modello Redditi Persone Fisiche, la logica si riflette nel quadro RP.

La risposta, quindi, è positiva ma con cautela: il bonus mobili spetta se l’acquisto è successivo all’avvio dell’intervento di ristrutturazione e se sono rispettate tutte le condizioni ordinarie dell’agevolazione. Tuttavia, per i contribuenti con reddito superiore a 75.000 euro e fino a 100.000 euro, la relativa detrazione concorre al limite complessivo degli oneri detraibili. Per questo motivo, in dichiarazione sarà indispensabile verificare il plafond disponibile, il numero dei figli fiscalmente a carico e l’eventuale convenienza a portare in detrazione il bonus mobili rispetto ad altre spese sostenute nello stesso periodo d’imposta.

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