11 giugno 2026

Concordato 2026-2027 senza adesione al 2024-2025: gli acconti si calcolano sul reddito effettivo 2025?

Autore: Redazione Fiscal Focus

Un contribuente ISA non ha aderito al concordato preventivo biennale 2024-2025, ma intende aderire al nuovo concordato 2026-2027. Gli acconti 2026, determinati con il metodo storico, devono essere calcolati sull’imposta dovuta per il 2025, quindi sul reddito effettivo 2025?

Sì. Se il contribuente non ha aderito al concordato preventivo biennale per il 2024-2025 e aderisce per la prima volta al CPB 2026-2027, gli acconti calcolati con il metodo storico devono partire dall’imposta dovuta per il periodo d’imposta 2025. In questo caso, poiché il 2025 non è stato oggetto di concordato, il riferimento è il reddito effettivo dichiarato per il 2025.

Il principio operativo è quello ordinario: con il metodo storico, l’acconto si determina prendendo come base l’imposta del periodo precedente. Per gli acconti 2026, quindi, la base storica è l’imposta relativa al 2025. Se nel 2025 il contribuente non era in concordato, quella imposta deriva dal reddito realmente prodotto e dichiarato, non da un reddito concordato.

La risposta è coerente con l’impianto del concordato preventivo biennale disciplinato dal Decreto legislativo del 12/02/2024 n. 13. In particolare, l’articolo 20 regola gli acconti dovuti nei periodi d’imposta oggetto di concordato, stabilendo il coordinamento tra le regole ordinarie di versamento e i redditi o valori della produzione concordati. Tuttavia, quando si utilizza il metodo storico, il punto di partenza resta l’imposta del periodo precedente.

Ne deriva una distinzione pratica importante. Se il contribuente aveva già aderito al CPB 2024-2025, l’imposta 2025 avrebbe potuto risentire del reddito concordato. Se invece non aveva aderito, il 2025 resta un anno ordinario e la base storica degli acconti 2026 è l’imposta liquidata sul reddito effettivo.

Il controllo deve quindi seguire tre passaggi:

  1. verificare se il cliente ha aderito o meno al CPB 2024-2025
  2. individuare l’imposta 2025 effettivamente dovuta
  3. applicare le regole degli acconti 2026, considerando anche le specifiche disposizioni previste per il primo anno di adesione al concordato.

Va infatti ricordato che, in presenza di adesione al CPB, occorre verificare anche l’eventuale maggiorazione prevista dalla disciplina del concordato, collegata alla differenza positiva tra reddito concordato e reddito dichiarato nel periodo precedente. Questo controllo è essenziale per evitare un versamento insufficiente.

Si consideri un professionista soggetto ISA che non ha aderito al CPB 2024-2025. Nel 2025 dichiara un reddito effettivo di 60.000 euro e un’imposta netta dovuta pari a 18.000 euro. Nel 2026 aderisce al concordato preventivo biennale 2026-2027 e accetta una proposta di reddito concordato pari a 75.000 euro.

Se sceglie il metodo storico, la base di partenza per gli acconti 2026 è l’imposta 2025, cioè 18.000 euro, perché il 2025 non era coperto da concordato. Il professionista non deve quindi assumere come base un reddito concordato 2025 inesistente.

Successivamente, lo studio dovrà verificare se, per effetto dell’adesione al CPB 2026-2027, sia dovuta anche la maggiorazione collegata alla differenza tra reddito concordato 2026 e reddito dichiarato 2025. Nel caso esaminato, la differenza è positiva: 75.000 euro meno 60.000 euro.  Questo passaggio va gestito separatamente rispetto alla determinazione della base storica.

In sintesi: per chi entra nel CPB 2026-2027 senza essere stato nel CPB 2024-2025, il 2025 resta l’anno effettivo di riferimento. Gli acconti storici si calcolano sull’imposta 2025, ma lo studio deve poi completare la verifica con le regole specifiche del concordato applicabili al primo anno di adesione.

 

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