6 luglio 2026
Commercialista
6 luglio 2026

Concordato preventivo biennale 2024-2025: cosa fare se il modello ISA 2023 è errato rispetto all’attività prevalente?

Autore: Redazione Fiscal Focus

Un contribuente ha aderito al concordato preventivo biennale 2024-2025, ma si accorge che nel modello ISA 2023 è stata indicata un’attività prevalente errata, con conseguente applicazione di un ISA non corretto. Il concordato resta valido o occorre presentare una dichiarazione integrativa?

La prima cosa da fare è non ragionare subito in termini di decadenza automatica. L’errore sull’attività prevalente e sull’ISA applicato è certamente rilevante, perché la proposta di concordato preventivo biennale per i soggetti ISA si fonda anche sui dati dichiarati dal contribuente nei modelli ISA. Il concordato, infatti, è disciplinato dal D.Lgs. 12 febbraio 2024, n. 13, che dedica agli esercenti attività soggette a ISA gli articoli da 10 a 22. L’accesso riguarda i contribuenti che applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale.

Operativamente, bisogna prima simulare nuovamente la posizione, rifacendo il modello con il codice attività prevalente corretto e con il relativo ISA corretto. In alcuni casi l’errore può non essere decisivo, cioè può accadere, ad esempio, che la nuova attività ricada comunque nello stesso ISA oppure che la modifica non incida in modo significativo sulla proposta CPB. In altri casi, invece, il cambio di ISA può modificare in misura rilevante il reddito o il valore della produzione netta oggetto di concordato.

La cosa importante è la soglia del 30%. L’articolo 22 del D.Lgs. n. 13/2024 prevede, tra le cause di decadenza, anche l’ipotesi in cui siano comunicati in modo inesatto o incompleto dati rilevanti ai fini ISA tali da determinare un minor reddito o un minor valore della produzione netta concordato superiore al 30%. La prassi dell’Agenzia ha chiarito che, in presenza di dichiarazione integrativa, occorre ricalcolare la proposta proprio per verificare se si ricade o meno in tale causa di decadenza.

Da qui discendono due scenari. Se il ricalcolo, con attività prevalente e ISA corretti, determina uno scostamento non superiore al 30%, il CPB resta salvo. In questo caso occorre comunque presentare la dichiarazione integrativa relativa al periodo d’imposta 2023, correggendo il modello ISA e riallineando i dati dichiarativi. La correzione non fa venir meno l’adesione al concordato, ma impone coerenza documentale. Successivamente dovrà essere gestito anche il modello Redditi 2025, periodo d’imposta 2024, tenendo conto della proposta corretta e della posizione concordataria mantenuta.

Se, invece, il ricalcolo ribalta la situazione e la nuova proposta evidenzia un reddito o valore della produzione netta superiore di oltre il 30% rispetto a quello determinato sulla base dei dati originariamente comunicati, si configura la decadenza dal concordato. In tal caso la decadenza produce effetti per entrambi i periodi d’imposta del biennio, secondo la logica propria dell’articolo 22.

L’Agenzia delle Entrate ricorda, inoltre, che in caso di decadenza il concordato cessa di produrre effetti per entrambi i periodi d’imposta e restano dovute imposte e contributi calcolati tenendo conto del reddito concordato, se maggiore di quello effettivo.In sintesi: l’integrativa va presentata, ma prima bisogna rifare il calcolo. Se lo scostamento resta entro il 30%, il concordato 2024-2025 è conservato e si procede con il riallineamento dichiarativo. Se lo scostamento supera il 30%, il CPB decade e la decadenza dovrà essere indicata nel modello Redditi 2026, relativo al periodo d’imposta 2025.

 © FISCAL FOCUS Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
Iscriviti alla newsletter
Fiscal Focus Today

Rimani aggiornato!

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.

Per favore, inserisci un indirizzo email valido
Per proseguire è necessario accettare la privacy policy