8 luglio 2026

Concordato preventivo 2026-2027, chi rinnova rischia l’aliquota più alta se il voto ISA 2025 resta basso?

Autore: Redazione Fiscal Focus

Un contribuente che ha aderito al Concordato preventivo biennale per il 2024-2025 e intende rinnovare l’adesione per il biennio 2026-2027 deve guardare al voto ISA 2025 per individuare l’aliquota dell’imposta sostitutiva. Se non riesce a migliorare il proprio punteggio ISA, rischia di applicare l’aliquota più alta?

Sì. Per i soggetti ISA che rinnovano il Concordato preventivo biennale, il punteggio di affidabilità fiscale del periodo d’imposta antecedente al nuovo biennio assume un ruolo decisivo. In pratica, per il rinnovo 2026-2027 il riferimento naturale è il periodo d’imposta 2025: è su quel livello di affidabilità fiscale che si determina l’aliquota dell’imposta sostitutiva opzionale applicabile al maggior reddito concordato.

Il riferimento normativo è l’articolo 20-bis del D.Lgs. n. 13/2024, come modificato dal D.Lgs. n. 81/2025. La norma prevede che, per i contribuenti ISA che aderiscono al CPB, la parte di reddito d’impresa o di lavoro autonomo derivante dall’adesione al concordato e eccedente rispetto al reddito dichiarato nel periodo d’imposta precedente possa essere assoggettata a imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e relative addizionali.

Le aliquote sono tre:

  • 10% con livello ISA pari o superiore a 8
  • 12% con livello ISA pari o superiore a 6 ma inferiore a 8
  • 15% con livello ISA inferiore a 6.

La conseguenza pratica è che, se il contribuente nel 2025 non riesce a portare il proprio voto ISA almeno a 6, l’eventuale imposta sostitutiva sul maggior reddito concordato sarà calcolata con l’aliquota del 15%, cioè la più elevata tra quelle ordinarie previste dal regime. Se invece il punteggio si colloca almeno a 6 ma sotto 8, l’aliquota scende al 12%. Da 8 in su si applica il 10%.

Va però fatta una precisazione importante. Non si tratta però di una “aliquota di adesione” al concordato, ma dell’aliquota dell’imposta sostitutiva opzionale sul maggior reddito concordato. Il contribuente può aderire al CPB anche senza “comprare” l’adesione con un’aliquota. L’aliquota rileva per tassare, in via sostitutiva, l’eccedenza tra il reddito concordato e il reddito effettivo dichiarato nel periodo precedente, rettificato secondo le regole degli articoli 15 e 16 del D.Lgs. n. 13/2024. In caso di rinnovo, lo stesso articolo 20-bis stabilisce che il parametro di riferimento per individuare l’eccedenza è il reddito effettivo dichiarato nel periodo d’imposta antecedente al biennio di rinnovo.

Attenzione anche al limite introdotto dal correttivo: le aliquote agevolate del 10, 12 e 15% si applicano entro un’eccedenza non superiore a 85mila euro. Sulla parte eccedente si applicano le aliquote IRPEF o IRES richiamate dalla norma.

Operativamente, quindi, bisogna verificare per tempo il voto ISA 2025, simulare il reddito concordato 2026-2027 e confrontare il costo fiscale nelle tre fasce. Il mancato miglioramento del punteggio non impedisce di per sé il rinnovo, ma può rendere meno conveniente l’opzione, perché trascina il contribuente verso l’aliquota sostitutiva più alta.

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