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Un cliente paga un acconto per il quale viene emesso regolare documento commerciale. Al momento del ritiro della merce e del pagamento del saldo richiede la fattura. Come deve essere emessa? E come deve essere compilato il tracciato XML?
La gestione corretta richiede di distinguere il momento dell’acconto dal momento del saldo. L’acconto, infatti, non è un semplice pagamento neutro, ma assume rilevanza ai fini IVA nel momento in cui viene incassato. In base alla disciplina generale dell’articolo 6 del D.P.R. n. 633/1972, se anteriormente alla consegna del bene viene pagato, in tutto o in parte, il corrispettivo, l’operazione si considera effettuata, limitatamente all’importo pagato, alla data del pagamento. Ne consegue che, sull’acconto, l’IVA diviene esigibile già al momento dell’incasso.
Nel caso prospettato, per l’acconto è stato già emesso un documento commerciale. Tuttavia, se il cliente richiede la fattura, la corretta rappresentazione dell’operazione nel sistema di fatturazione elettronica passa dall’emissione di una fattura di acconto, utilizzando il tipo documento TD02 – acconto/anticipo su fattura. La guida dell’Agenzia delle Entrate alla compilazione della fattura elettronica individua infatti il codice TD02 proprio per gli acconti o anticipi su fattura, distinguendolo dalla fattura ordinaria TD01.
Sul piano operativo, quindi, il primo passaggio è l’emissione di una fattura elettronica di acconto con tipo documento TD02, nella quale devono essere indicati l’imponibile, l’IVA e il totale riferiti esclusivamente alla somma già incassata a titolo di acconto. Il documento commerciale già emesso non deve portare a duplicare il corrispettivo, bisogna invece gestire correttamente il raccordo contabile e IVA tra il documento commerciale e la fattura, secondo le procedure del gestionale utilizzato, evitando che lo stesso incasso confluisca due volte nella liquidazione.
Al momento del ritiro della merce e del pagamento del saldo, invece, dovrà essere emessa la fattura ordinaria con tipo documento TD01. Questa fattura deve rappresentare l’operazione complessiva, ma deve anche dare evidenza degli acconti già fatturati, in modo che il cliente paghi soltanto il residuo dovuto e che l’IVA non venga duplicata sulla parte già assoggettata a imposta.
La modalità più lineare è riportare nel corpo della fattura a saldo il riferimento alla fattura d’acconto già emessa, indicando il relativo importo. In pratica, la fattura TD01 potrà contenere una riga descrittiva relativa alla cessione del bene per il valore complessivo dell’operazione e una riga di storno dell’acconto già fatturato, con descrizione del tipo: “Storno acconto già fatturato con fattura n. … del …”. L’importo dell’acconto dovrà essere indicato in diminuzione, così da determinare correttamente il saldo ancora dovuto.
Nel tracciato XML, quindi, la fattura di acconto dovrà essere compilata valorizzando il campo TipoDocumento con il codice TD02. La fattura a saldo, invece, dovrà riportare nel campo TipoDocumento il codice TD01. Nel corpo del documento, all’interno dei dati relativi alle linee della fattura, andrà inserito il riferimento alla fattura di acconto, con indicazione del numero, della data e dell’importo già fatturato. Ove gestito dal software, può essere utile valorizzare anche i campi di collegamento documentale, così da rendere più chiara la relazione tra fattura a saldo e fattura di acconto.
Il riferimento normativo ai termini di emissione resta l’articolo 21 del D.P.R. n. 633/1972, secondo cui la fattura deve essere emessa entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione, determinata ai sensi dell’articolo 6. Per le attività di commercio al minuto e assimilate, l’articolo 22 del medesimo decreto prevede che la fattura non sia obbligatoria se non richiesta dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell’operazione.
In sintesi, la soluzione corretta è la seguente: per l’acconto si emette una fattura elettronica TD02. Per il saldo si emette una fattura elettronica TD01, riportando nel corpo del documento il riferimento alla fattura d’acconto già emessa e il relativo importo da scomputare. Questa impostazione consente di rappresentare correttamente l’operazione sia ai fini IVA sia nel tracciato XML, evitando duplicazioni dell’imposta e garantendo coerenza tra acconto, consegna della merce e saldo finale.