17 febbraio 2026

Fatture false e modello 231: come dimostrare la buona fede del contribuente

In tema di frode fiscale, l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti espone le imprese a gravi sanzioni penali (reclusione da 4 a 8 anni) e responsabilità amministrativa ai sensi del D.lgs. 231/2001. Le frodi possono essere oggettive, se l'operazione non è mai avvenuta, o soggettive, se intercorse tra soggetti diversi dai fatturanti.

Per dimostrare la buona fede e l'estraneità al meccanismo fraudolento (spesso attuato tramite "società cartiere"), il contribuente deve provare di aver agito con la diligenza dell'imprenditore accorto. L'adozione di un efficace Modello 231 è fondamentale per prevenire tali reati attraverso:

  • Mappatura dei rischi e istituzione di un Organismo di Vigilanza (OdV).
  • Verifiche sui fornitori: controllo di sedi reali, mezzi, personale (DURC) e tracciabilità dei pagamenti.
  • Documentazione: conservazione di contratti, corrispondenza e documenti di trasporto.

Mentre l'Amministrazione Finanziaria deve provare la consapevolezza del contribuente circa la frode, la società deve dimostrare di aver adottato ogni misura ragionevole per evitarla.

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  • Infografica - Fatture false e modello 231 come dimostrare la buona fede delcontribuente.pdf (445 kB)
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