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Si analizza il delicato bilanciamento tra poteri di controllo del datore di lavoro e tutela della privacy del dipendente alla luce della recente giurisprudenza. La Cassazione n. 32283/2025 legittima l’uso probatorio delle chat aziendali quando strumenti di lavoro e previa informativa, mentre la Cassazione n. 24204/2025 tutela in modo assoluto la corrispondenza personale, anche se conservata su server aziendali, richiamando l’art. 8 CEDU. Il Garante Privacy, con il provvedimento n. 243/2025, vieta il monitoraggio massivo di metadati e log, specie nel lavoro agile, imponendo trasparenza, proporzionalità e minimizzazione dei dati.