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L’ordinamento consente lo svolgimento congiunto di attività agricola e commerciale, ma impone una netta separazione civilistica, fiscale e contabile. Per mantenere la qualifica di Imprenditore Agricolo Professionale (IAP) è necessario che l’attività agricola resti prevalente, sia in termini di tempo di lavoro sia di reddito prodotto. Il superamento delle soglie del 50% comporta la perdita dello status e delle agevolazioni fiscali, creditizie e previdenziali. Le due attività seguono regimi fiscali differenti e richiedono contabilità e IVA separate, con ripartizione oggettiva dei costi comuni. Il monitoraggio costante dei parametri di prevalenza è essenziale per evitare decadenze e recuperi d’imposta.