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La legge di bilancio 2026 ha eliminato la possibilità di frazionare la tassazione di alcune plusvalenze rilevanti ai fini del reddito d’impresa. In particolare, non è più consentita la ripartizione in quote costanti fino a cinque esercizi delle plusvalenze derivanti dalla cessione di beni strumentali, dalle immobilizzazioni finanziarie non PEX e dalle indennità risarcitorie relative a tali beni. A partire dalle plusvalenze realizzate nel periodo d’imposta successivo al 31 dicembre 2025, la tassazione avviene integralmente nell’esercizio di realizzo, secondo le regole di competenza del TUIR. Restano escluse dalla modifica le plusvalenze da cessione di azienda o ramo d’azienda, per le quali continuano ad applicarsi le regole previgenti, così come quelle derivanti dai diritti degli atleti per le società sportive professionistiche e quelle rientranti nei redditi diversi. L’abolizione del frazionamento comporta anche effetti contabili, con il venir meno dello stanziamento di nuove imposte differite a partire dal bilancio 2026.